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Oscar De Bona all’Itis “Segato”: “Per capire l’immigrazione bisogna conoscere la nostra storia”

Gerardo Cavaliero
Gerardo Cavaliero

Flussi migratori, emigrazione e immigrazione. Sono stati questi i temi trattati sabato scorso dall’assessore regionale Oscar De Bona davanti alla platea degli studenti dell’Istituto tecnico industriale “G. Segato” di Belluno. Dopo l’introduzione del dirigente scolastico Gerardo Cavaliero, il quale ha sottolineato l’importanza di affrontare queste tematiche nelle scuole, De Bona ha fornito anche l’ausilio di alcuni numeri del fenomeno dei flussi migratori a Belluno e in Veneto.  «Gli stranieri regolarmente residenti nella nostra regione – ha precisato –  sono 454 mila, di cui 13.700 abitano nel Bellunese. Le punte massime dell’immigrazione in provincia si registrano nel Basso Feltrino, precisamente nei comuni di Quero e di Alano. I nostri concittadini nel mondo di origine veneta sono circa 4 milioni, di questi  400 mila hanno radici bellunesi». De Bona ha esposto quindi una esaustiva panoramica della realtà immigratoria «per comprendere la quale – ha detto – bisogna conoscere anche la storia della nostra emigrazione». A sostegno delle nozioni e delle esperienze esposte è stato proiettato un filmato realizzato da Francesco Fascetti per conto dell’assessorato regionale. Si tratta di un video che, attraverso numerose testimonianze,  ricostruisce  in particolare l’epopea dei gelatieri bellunesi in Europa, specialmente in Germania. L’assessore ha invitato i giovani ad avvicinarsi alle locali associazioni di emigrazione e a compiere qualche esperienza all’estero, specialmente là dove risiedono le comunità dei nostri corregionali. «Dallo scambio delle conoscenze e dei saperi tra i giovani – ha sottolineato De Bona – non potrà che derivare un indubbio arricchimento personale e, di conseguenza, dell’intera comunità. Se a ciò si aggiunge l’incentivazione degli scambi nelle attività imprenditoriali e dell’innovazione, l’arricchimento si avrà anche sul piano economico con beneficio di tutti».  Ha concluso Patrizia Burigo, vice presidente dell’associazione Bellunesi nel mondo, che ha parlato della propria esperienza di coordinatrice dei giovani veneti nel mondo e dei numerosi progetti realizzati  dai giovani per i giovani, soprattutto in questo ultimo periodo, grazie al sostegno e al contributo della Regione del Veneto.

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