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Il progetto Altanon non è assolutamente “blindato”, si può modificare. Giovedì 4 febbraio, conferenza stampa del gruppo “no Altanon”

Giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 18.30, presso la sede del Wwf di Feltre, in Via Dolci, a Farra (Centro Giovani – ex scuole elementari), il Gruppo facebook “No agli scempi architettonici a Feltre”, le Sezioni di Feltre di Wwf e Italia Nostra e il Comitato Pra’ Gras rappresentati da Riccardo Sartor, Lucio D’Alberto, e Augusto De Nato invitano la popolazione alla conferenza stampa sul progetto Altanon, che precede il Consiglio comunale dell’8 febbraio. “Abbiamo elaborato un corposo dossier – scrivono in una nota i promotori –  che spiega ed illustra in maniera tecnica e dettagliata tutte le incongruenze del piano degli interventi per il quale il consiglio dovrà deciderne l’approvazione definitiva lunedì 8 febbraio. Numerosi i punti esposti nel dossier. Si parlerà delle proprietà comunali (sempre negate dal sindaco Vaccari, ma citate in ben tre diversi allegati del Piano degli Interventi) e della lettura del P.A.T. da parte dell’Amministrazione, con un nuovo volume potenziale così elevato per il quale, per essere giustificato, ogni cittadino di Feltre dovrebbe possedere una seconda casa oppure la popolazione dovrebbe addirittura raddoppiare. Ma, fra gli aspetti critici, si parlerà anche del Master Plan Chipperfield e dell’opzione scelta per la redazione del progetto base (durante l’allora amministrazione Brambilla): l’opzione scelta, infatti, è quella che, più di tutte le altre, incrementa lo spazio e il volume (soprattutto commerciale) e riduce le aree destinate a parco urbano e a parcheggio. Si parlerà anche, per rispondere a chi ha sempre definito il piano Altanon “blindato” perché “opera della precedente amministrazione”, delle vere blindature che l’attuale Amministrazione, con la redazione di questo Piano degli Interventi, attua di fatto a favore del privato. Fra queste: le fasi di realizzazione del progetto (il primo ad essere costruito è il comparto 1, ovvero la parte privata, mentre l’edificio pubblico rimane nella quarta fase, fra l’altro non obbligatoria); la quota di riferimento calcolata, con conseguente esclusione di molti metri cubi; la parte dei terreni comunali che verranno ceduti, attualmente area verde che però diventerà edificabile (e quindi se il Comune non cedesse al privato quei terreni, l’edificazione non sarebbe possibile); la volumetria del centro civico (stralciato dal progetto) che verrà ceduta al privato previa richiesta e assenso del Comune; i parcheggi, che rimarranno di proprietà privata, per i quali il Comune dovrà stipulare una convenzione perché diventino di uso pubblico. Il progetto Altanon, quindi, non è assolutamente “blindato”. Si può modificare sostanzialmente. Anche la modifica di poche righe nel Piano degli Interventi può “stravolgere” completamente il progetto. Basta volerlo. Per questo invitiamo personalmente tutti i consiglieri comunali, che fra circa una settimana dovranno votare il piano Altanon, ad assistere alla nostra conferenza stampa, con la quale potranno farsi anche un’idea chiara e reale (con carte e dati oggettivi alla mano) di cosa stanno andando ad approvare definitivamente nell’area Altanon, davanti alla stazione ferroviaria. Ai consiglieri comunali presenti sarà poi consegnata una copia di tutto il dossier contenente tutta la documentazione esposta.

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