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venerdì, Settembre 18, 2020
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Teatro per l’infanzia: La bambola bionda e la bambola bruna, una fiaba racconta l’Olocausto ai bambini

Prosegue al Teatro Comunale di Belluno la programmazione dedicata alle scuole della diciassettesima edizione della Stagione di Teatro per l’Infanzia e la Gioventù Comincio dai 3 organizzata da Tib Teatro, per la direzione artistica di Daniela Nicosia, con Comune di Belluno, Fondazione Teatri delle Dolomiti, Provincia di Belluno, Regione del Veneto, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Miur-Ufficio Scolastico Provinciale di Belluno, Agiscuola e AICS-Comitato Provinciale di Belluno. Il cartellone propone, nella settimana delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, i due spettacolo dell’asse tematico La Storia e la Memoria, dedicati al secondo ciclo delle scuole primarie e alle secondarie di primo grado, La bambola bionda e la bambola bruna e Olocausti di Pandemonium Teatro, sul tema della Shoa. Un omaggio alle vittime del genocidio, che vuol essere un monito contro il razzismo di tutti i tempi, in quanto nella paura del diverso possono annidarsi i geni di ben più grandi tragedie. Malgrado il tema, il tono degli spettacoli è lieve. Ne La bambola bionda e la bambola bruna Una fiaba racconta l’ocausto ai bambini, in scena martedì 26 e mercoledì 27 per il secondo ciclo delle scuole primarie, la storia delle due bambole accompagna i bambini, con sensibilità e semplicità, a considerare gli esiti dell’emarginazione, del rifiuto, della rottamazione dei giocattoli brutti. Uno spettacolo che con delicatezza e poesia attraversa temi di teatro civile. E’ possibile raccontare anche ai bambini la storia dell’Olocausto? Sì, con una fiaba. E come ogni fiaba c’è il bene e il male, il buono e il cattivo, la gioia e la paura. Una storia a lieto fine anche qui, come in ogni fiaba!  che emoziona e commuove adulti e bambini. Insieme. In un negozio di giocattoli, due bambole ballerine – una bionda e l’altra bruna – interpretate da due giovani attrici-danzatrici (Giulia Manzini ed Eleonora Rolli), cercano di attirare l’attenzione dei clienti danzando nella vetrina. Purtroppo nessuno entra a comprarle, allora la bionda che fra l’altro non è così abile nella danza come la bruna – comincia ad incolpare la compagna di essere brutta e di scoraggiare i clienti dall’entrare nel negozio, disgustati dal suo aspetto. La bruna cerca debolmente di difendersi, ma poi soccombe di fronte alla forza e determinazione della bionda. Viene così relegata in cantina con tutti i giocattoli inutili e, come lei, destinati alla rottamazione. Lo spettacolo cerca di spiegare, con una storia semplice, come alcuni dei mali della nostra società, la paura del diverso, i piccoli “razzismi” possano nascondere in sé il nucleo di drammi più grandi. E, in particolare ci racconta proprio il dramma dell’Olocausto, della tragedia avvenuta, del piano nazista, che mirava all’eliminazione di un’intera razza considerata elemento indesiderato per la collettività. Il linguaggio simbolico e l’utilizzo, da parte delle due attrici-ballerine, del corpo in rapporto allo spazio e agli oggetti, permette anche ai più piccoli di affrontare con semplicità ed immediatezza temi legati al rifiuto del diverso. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Pandemonium Teatro su testo e regia di Lisa Ferrari, in scena Giulia Manzini ed Eleonora Rolli, scene di Graziano Venturuzzo, costumi di Luigi Piantanida. Si ricorda domenica 7 febbraio l’ultimo appuntamento delle Domeniche a Teatro con una chiusura d’eccezione, La storia di Hansel e Gretel, di Crest, in cui i due protagonisti grazie alle risorse proprie dell’infanzia, quali la fantasia e l’intelligente, istintiva creatività, riusciranno a sconfiggere le insidie nella foresta che attraversa la vita e che è necessario attraversare per diventare adulti. Info 0437-950555

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