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venerdì, Dicembre 4, 2020
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Veneta la prima legge regionale su Km zero

“La legge regionale sul km zero è la miglior risposta a chi dice che il federalismo costa e che l’Italia non se lo può permettere: la nostra legge rappresenta per i produttori veneti un guadagno, non una spesa. La spesa aggiuntiva si ha quando si concede qualcosa al territorio lasciando intatto l’apparato centrale: allora sì che si ha un costo aggiuntivo, ma quello non è federalismo, bensì un’altra cosa”. Il vicepresidente della Giunta di palazzo Balbi Franco Manzato è soddisfatto per l’approvazione da parte del Consiglio delle modifiche che recepiscono le osservazioni della Commissione Europea al testo della legge regionale finalizzata ad orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli di origine veneta. “Ora la norma dovrebbe diventare presto operativa. Il mio grazie va a Coldiretti – ha affermato Manzato – che per prima ha dato avvio al km zero e al processo legislativo che ora giunge al traguardo. Ringrazio inoltre i dirigenti e funzionari regionali che hanno risolto ogni empasse con Bruxelles. Se c’è una Legge che è già “sentita” prima ancora della sua promulgazione è proprio questa: ricordo casi emblematici di ‘utilizzo’ dei sui princìpi da parte di soggetti pubblici come il Comune di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, che ogni giorno distribuisce 1500 pasti ‘locali’ nelle sue scuole, o come l’Usl 19 di Adria che ha inserito i prodotti del territorio nel menu ospedaliero. Mi auguro che queste realtà siano d’esempio al resto del Veneto”. “La legge veneta non è solo la prima in Italia sui prodotti a km zero – ha ribadito Manzato – ma è un esempio di federalismo applicato: rispetto ad una omogeneità che rischia solo di appiattire tutto, esaltiamo le qualità, le eccellenze e le capacità di ogni singolo territorio per promuoverne uno sviluppo dal basso. Viene insomma dato il via libera alla politica di contrasto ad una mondializzazione che penalizza le nostre aziende, trasformandosi in banalizzazione e omogeneizzazione del gusto e dei sapori a scapito della tipicità e delle imprese che lavorano meglio: una politica che abbiamo sempre perseguito e non solo come amministrazione regionale”.

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