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mercoledì, Maggio 12, 2021
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Antonia Arslan rivela: “Sto scrivendo un nuovo libro sulla mia rianimazione”

“Un piccolo libro che mi sta sgorgando dal cuore, che si è coagulato in me una settimana fa, tornando da un viaggio a New York”. Antonia Arslan è al lavoro su una nuova opera. Racconterà la vicenda drammatica della malattia che l’ha colpita la primavera scorsa, e soprattutto l’esperienza della rianimazione. E’ stata l’autrice stessa a rivelarlo in anteprima, ieri sera, mentre era ospite di Una Montagna di Libri, la nuova rassegna di incontri con l’Autore a Cortina d’Ampezzo, presso la Sala Cultura del Palazzo delle Poste. La Arslan presentava – davanti a un pubblico numerosissimo – il suo ultimo romanzo, “La strada di Smirne”, in una conversazione con Omar Monestier, Direttore del Mattino di Padova, e Francesco Chiamulera, responsabile della manifestazione. “E’ da quando ho cominciato la convalescenza”, spiega, “che sono un po’ perseguitata dall’esperienza della rianimazione. E’ una cosa che ti cambia internamente: sei là, immobile, sul letto dell’ospedale, come un bambino in fasce, nelle mani delle infermiere, che ti tirano verso la vita”, racconta la scrittrice, colpita ad aprile da una gravissima, improvvisa, setticemia, che ha tenuto per giorni i suoi tanti ammiratori col fiato sospeso, fino alla completa guarigione. Ma la Arslan non ha in mente solo il ‘piccolo libro’ sulla malattia: ad attenderla c’è anche un nuovo romanzo. “La strada di Smirne” è il seguito della “Masseria delle allodole”. Siamo di fronte a una saga? “Sì. Ho sempre pensato che sarebbe stata una trilogia”.  Di che cosa tratterà il terzo ‘episodio’, il nuovo romanzo? “Sarà la storia della stessa bambina che compare negli altri due libri, che poi sono io stessa. Non a caso il prologo di entrambe le opere comincia con la bambina: i miei sono sì dei romanzi storici, ma sempre filtrati attraverso i suoi occhi. E forse ora è il momento che la bambina venga in primo piano”. Che giudizio si sente di esprimere nei confronti delle nuove relazioni armeno-turche? “Direi di cauto ottimismo. Cauto, perché stiamo pur sempre parlando dell’Oriente; cauto, perché si tratta di due popoli divisi da un lago di sangue. Cauto, soprattutto, per il mancato riconoscimento, da parte turca, del genocidio degli armeni. Ogni processo di riconciliazione deve passare per il riconoscimento della tragedia che il popolo armeno ha subito. E’ il minimo”. Una Montagna di Libri è organizzata da Francesco Chiamulera, cortinese, sotto la responsabilità scientifica di Vera Slepoj, psicologa e psicoterapeuta, e di Alberto Sinigaglia, giornalista della Stampa. Il prossimo appuntamento di Una Montagna di Libri è con Camillo Langone, sabato 20 febbraio 2010. E poi, altri tre incontri, a Carnevale, e a Pasqua, con Andrea Vitali, Antonello Caporale, Vera Slepoj, Sabino Acquaviva. La manifestazione gode del patrocinio della Provincia di Belluno e del Comune di Cortina d’Ampezzo. www.unamontagnadilibri.it info@unamontagnadilibri.it – Tel. 333 7170499

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