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Trecento panettoni per le case di riposo di Puos e Santa Croce

Il Comitato Alpago 2 ruote & solidarietà, in occasione del Santo Natale e grazie alla generosità del panificio Collarini di Puos d’Alpago, uno degli sponsor storici del Giro del Lago di Santa Croce, distribuirà nella mattinata di martedì 22 dicembre circa 300 panettoni agli ospiti e ai dipendenti della Casa di Soggiorno di Puos d’Alpago (ore 10.00) e di Santa Croce del Lago (ore 11.00).
Tale iniziativa bissa quella di Pasqua 2009, occasione nella quale circa 300 focacce furono consegnate alle medesime strutture, grazie allora alla collaborazione del panificio Balbinot di Paludi di Pieve d’Alpago.
Il Comitato, attraverso tale simbolica iniziativa, spiega il sui presidente Vittorio Mares, “intende nuovamente richiamare l’attenzione delle istituzioni e della collettività sulle molteplici problematiche legate all’anziano, al suo ruolo e alla sua particolare posizione in seno alla famiglia e alla società”.
Come recita la “Lettera agli anziani” di Giovanni Paolo II “se ci soffermiamo ad analizzare la situazione attuale, constatiamo che presso alcuni popoli la vecchiaia è stimata e valorizzata; presso altri, invece, lo è molto meno a causa di una mentalità che pone al primo posto l’utilità immediata e la produttività dell’uomo”, caso evidente nelle società occidentali, Italia, Veneto e bellunese compresi.
Società che hanno in parte dimenticato come “gli anziani aiutano a guardare alle vicende terrene con più saggezza, perché le vicissitudini li hanno resi esperti e maturi. Essi sono custodi della memoria collettiva, e perciò interpreti privilegiati di quell’insieme di ideali e di valori comuni che reggono e guidano la convivenza sociale. Escluderli è come rifiutare il passato, in cui affondano le radici del presente, in nome di una modernità senza memoria”.
L’auspicio espresso quindi dal Comitato – continua Mares – “è che la vecchiaia torni ad essere la fase della saggezza e dell’equilibrio morale e che l’anziano venga valorizzato come memoria storica della società, come custode della tradizione e detentore di un patrimonio di esperienza professionale, tramandabile alle generazioni future, e non visto solo come un “soggetto inattivo” in quanto economicamente non produttivo”.

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