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Placido Fabris e i disegni della Collezione civica a Pieve d’Alpago dal 19 dicembre al 7 marzo, a cura di Massimo De Grassi e Emanuela Rollandini

E’ stata presentata il 9 dicembre a Palazzo Piloni in piazza Duomo a Belluno la mostra dedicata al pittore Placido Fabris e intitolata “L’artista nel suo studio”, che sarà ospitata presso il palazzo municipale di Pieve d’Alpago dal 19 dicembre 2009 al 7 marzo 2010. Dopo una breve introduzione dell’assessore provinciale alla cultura Daniela Templari, Erminio Mazzucco, Sindaco di Pieve d’Alpago, e Massimo de Grassi, docente all’Università di Trieste e curatore della Mostra insieme ad Emanuela Rollandini, hanno illustrato le caratteristiche di questa esposizione che raccoglie ben 178 opere del pittore, di cui circa 140 disegni di proprietà del Comune di Pieve d’Alpago e le restanti provenienti da collezioni private. A centocinquant’anni dalla morte di Placido Fabris, avvenuta a Venezia il 7 dicembre 1859, il Comune di Pieve d’Alpago vuole così rendere omaggio a un artista di grandissimo talento e di tormentata personalità (nato a Pieve d’Alpago il 29 agosto 1802) con una esposizione che mira a ricreare l’ambiente in cui il Fabris lavorava e a dimostrare la sua incredibile capacità tecnica.
In occasione del centocinquantesimo anniversario della morte di Placido Fabris (1802-1859) la mostra rende omaggio all’artista nativo di Pieve d’Alpago, protagonista della ritrattistica di età romantica, a Venezia, Trieste, Milano e Londra. Figura tormentata, alterna genialità e furore creativo a sofferti periodi di inedia, che i suoi biografi sintetizzano efficacemente nella definizione di “vero e grande artista ma infelice”. Il progetto espositivo intende ricreare l’atmosfera dello studio in cui il pittore realizzava le sue opere, attraverso un modus operandi centrato sulla pratica quasi ossessiva del disegno, che precedeva l’esecuzione di dipinti condotti con una pittura levigatissima, capace di infondere “anima e vita alle figure”. Una ricca documentazione manoscritta che descrive i materiali e i dipinti presenti nell’atelier veneziano di Fabris consente di riproporre lo spazio del lavoro artistico, come luogo che introduce ai complessi e segreti riti dell’invenzione e dell’esecuzione. L’importante collezione grafica del Comune di Pieve d’Alpago, acquistata con lungimirante sensibilità nel 2000, diviene così l’elemento portante del percorso, per l’articolata gamma di temi che la caratterizzano, capaci di ampliare enormemente gli orizzonti della pittura attraverso l’esplorazione, in continuo divenire, del mondo dell’arte antica, di fonti mitologiche, storiche, letterarie, bibliche e del presente, con ritratti e disegni di paesaggio. La presenza in mostra di alcuni dei più significativi dipinti di Fabris, per la maggior parte esposti per la prima volta, insieme a molti disegni inediti, ha consentito di ricostruire le tappe del suo percorso operativo, svelando i segreti di un virtuosismo tecnico che è frutto di procedimenti alquanto elaborati. Si tratta di nudi, ritratti, temi biblici e mitologici, copie dall’antico, tutti di collezione privata, selezionati come chiavi di lettura imprescindibili per accedere alle molteplici sfaccettature del linguaggio dell’artista. Di particolare interesse la presenza di numerose e raffinatissime miniature su avorio, che provengono dallo studio di Fabris, dove erano esposte in un gruppo unitario, come d’uso talvolta nei salotti borghesi. L’esposizione ha l’onore dell’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e del patrocinio del Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

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