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Le imprese in ritardo con i pagamenti delle imposte 2008. E’ giusto o no procedere con i controlli?

La risposta arriva dagli esponenti provinciali e regionali degli artigiani: Mario Pozza, presidente Confartigianato Marca Trevigiana; Luigi Curto, Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno; Ferdinando Albini, Confartigianato Verona Unione Provinciale Artigiani; Roberto Boschetto, Unione Provinciale Artigiani Confartigianato Padova. Il dibattito inaugurato in questi giorni dal presidente degli industriali di Belluno, Valentino Vascellari, relativamente alla decisione dell’Agenzia delle Entrate  di inasprire i controlli sui mancati pagamenti delle imposte  2008 mantiene costantemente puntato il faro sulla difficoltà delle imprese e dovrebbe far pensare la nostra classe dirigente, dovrebbe suggerirle un’azione nei confronti del Governo centrale affinchè lo stesso sostenga le imprese in un momento di difficoltà economica oggettiva, che non consente alle stesse di onorare nei tempi fissati gli impegni fiscali e quelli contributivi perché gli imprenditori preferiscono pagare lo stipendio ai dipendenti. La miopia sembra imperare. Tutti sono pronti a proclamare sostegno alle imprese, ma pochi sembrano farsi carico dei tangibili segnali di difficoltà che il  mondo produttivo lancia. Non si tratta di proteggere o meno gli evasori. Nel caso specifico si parla di visite ispettive finalizzate a “scovare “ i ritardatari nei pagamenti. Non è un automatismo associare chi ritarda a chi non vuol pagare o a chi vuole evadere. Piuttosto nel ritardo si deve leggere un problema. Una difficoltà che da molto tempo le associazioni firmatarie del comunicato denunciano a gran voce. Vi sono molte imprese che avanzano dei crediti dalla pubblica amministrazione per i vincoli derivanti dal rispetto del patto di stabilità e questo frutterà una sanzione molto pesante. Con chi se la prenderanno quegli imprenditori? A chi chiederanno di saldare la multa al posto loro? Pagare è giusto, il rispetto delle regole è un dovere.Tuttavia invitiamo il Governo a non penalizzare ulteriormente le aziende già in difficoltà applicando delle sanzioni improponibili. È una responsabilità del Governo tenere conto del momento congiunturale, ed è un dovere aiutare chi produce e da lavoro. E’ una responsabilità delle associazioni farsi carico di queste tematiche e portare e sostenere le istanze delle imprese in tutti i tavoli e in tutte le sedi.

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