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martedì, Novembre 24, 2020
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Dolomiti Unesco: definito lo statuto della fondazione

Non c’è più traccia di coloro che nell’ultima campagna elettorale per le provinciali snobbavano pregiudizialmente il lavoro di Sergio Reolon e Irma Visalli. Oggi tutti esultano in coro alle Dolomiti patrimonio Unesco dell’Umanità, per nostra fortuna. Ed è anche stato definito il testo dello Statuto della Fondazione che sarà istituita per contribuire a garantire lo sviluppo delle Dolomiti. La messa a punto finale del testo è avvenuta in occasione della riunione del tavolo politico a Palazzo Balbi, a Venezia, che ha visto la presenza degli assessori Oscar De Bona per la Regione del Veneto, Matteo Toscani per la Provincia di Belluno, Roberto Molinaro per la Regione Friuli Venezia Giulia, Ottorino Franceschini per la Provincia di Udine, Giuseppe Verdichizzi per la Provincia di Pordenone, Mauro Gilmozzi per la Provincia autonoma di Trento e Michi Laimer per la Provincia Autonoma di Bolzano. “E’ stato fatto un ottimo lavoro – ha commentato al termine dell’incontro l’assessore De Bona – nel senso che sono stati approvati tutti i punti all’ordine del giorno e possiamo dire di essere ormai nella fase operativa. Con lo Statuto si potrà ora andare dal notaio, ma è stata data definizione anche a tutta una serie di aspetti che devono tra l’altro affrontare il problema che nelle varie istituzioni ci sono normative diverse. Le Regioni a statuto ordinario devono rispettare determinate procedure, mentre le Province autonome di Trento e di Bolzano hanno dei percorsi più semplici. Conseguentemente ci siamo anche suddivisi i compiti individuando dove il percorso sarà più veloce”. De Bona fa presente che il tavolo politico riunito a Venezia ha dato indicazioni su come procedere anche per quanto riguarda il marchio che dovrà essere scelto per il sito dell’UNESCO, le risorse che saranno rese disponibili dai diversi soci fondatori, gli organi di indirizzo e di gestione della Fondazione che avrà un’unica sede legale e fiscale presso la Provincia di Belluno e cinque sedi operative presso ciascuna Provincia. “Con il supporto dei tecnici – conclude De Bona – è stato fatto un buon lavoro e sono convinto che siamo usciti dal tunnel della fase preparatoria per entrare in quella dell’operatività. Ci siamo dati appuntamento per la fine di gennaio con la speranza che tutti i soggetti possano avere le deliberazioni delle rispettive istituzioni”.

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