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lunedì, Settembre 28, 2020
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Acqua, giustizia, mafia. Le osservazioni del Circolo Pd Cavarzano-Oltrardo

Mentre Brunetta se la prende con Tremonti e Rotondi offre soluzioni ad uno dei problemi più annosi del nostro paese (la pausa pranzo), la scorsa settimana la Camera dei Deputati ha approvato, mediante l’ennesima fiducia, la disciplina di una serie di innumerevoli materie, tra le quali la normativa relativa alla privatizzazione dell’acqua. Entro il 2012 la sua gestione dovrà essere affidata a imprenditori o a società private o società miste, che seguiranno di conseguenza regole e dinamiche proprie delle società private (S.p.A.). E’ la vittoria degli affari su un bene non mercificabile. E’ una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese (bollette più care del 30-40% e degrado ulteriore degli acquedotti), ma soprattutto dagli assetati del mondo. Le società private impediscono qualsiasi tipo di controllo dei cittadini, che perderanno la possibilità di far sentire le proprie istanze. Tale legge è stata approvata anche dai nostri rappresentanti di centro–destra alla Camera e al Senato. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne profitto. Pertanto si chiede che rimanga gestita dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno il dovere di garantirne una efficiente ed efficace distribuzione e di utilizzare gli eventuali proventi per il bene della collettività ed in particolare dei più poveri. Mentre Gasparri definisce come eversiva l’azione di del procuratore Spataro, che ha solo il torto di aver spiegato i contenuti e le conseguenze di una ennesima “riforma della giustizia” che premia i potenti e massacra i più deboli, e mentre Cicchitto, in riferimento alla stessa voce di dissenso, individua  l’esistenza di una grande anomalia italiana contro la quale è indispensabile battersi a tutti i livelli, il governo introduce un emendamento nella legge finanziaria che prevede la vendita dei beni confiscati alla mafia, che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ evidente che coloro che potranno acquistare tali beni saranno ancora le cosche legate alla criminalità organizzata. Di fatto viene cancellata la norma di legge che stabilisce la confisca di beni ai corrotti e ne prevede il loro riutilizzo sociale. “Quei beni confiscati rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa”, afferma don Ciotti e pertanto si chiede il rafforzamento degli strumenti necessari per una maggior efficacia della legge vigente. Riteniamo irresponsabile questa maggioranza, perchè introduce all’interno di decreti legge molto corposi, le materie più disparate e, imponendo la fiducia, blinda l’approvazione del pacchetto completo, alimentando una continua delegittimazione del Parlamento; perchè spesso introduce discussioni su questioni di poco conto per nascondere i veri problemi della gente; e perchè accusa le voci critiche e di opposizione di far parte di eserciti ostili e di forze eversive, ribaltando verso chi si oppone ad un pensiero unico, comportamenti che sono propri della maggioranza stessa. In realtà queste voci, attaccate così duramente, difendono le istituzioni, la costituzione, e uno Stato, non trasformato in comitato d’affari di una persona o una classe, ma uno stato democratico fondato sulla separazione e il bilanciamento dei poteri.
Circolo PD Cavarzano-Oltrardo

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