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Scoperta maxi evasione fiscale per quasi 2 milioni di euro. Individuati 54 lavoratori in nero

Costante è il monitoraggio assicurato dalle Fiamme Gialle bellunesi sulle attività economiche attive in provincia, realizzato sia attraverso attività di analisi e di intelligence, sia attraverso il controllo economico del territorio, a contrasto delle varie forme di “sommerso”. I finanzieri della Tenenza di Feltre hanno scovato un imprenditore, di nazionalità albanese, titolare di una ditta individuale, molto attivo nel campo dell’edilizia residenziale operante principalmente in provincia, che aveva assolto solo parzialmente agli obblighi fiscali, risultando, fra l’altro, per le annualità 2007 e 2008 “evasore totale”.
L’attività ispettiva, che ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria del titolare dell’impresa edile per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione annuale, occultamento e distruzione di documenti contabili ed omesso versamento di ritenute, si è conclusa con l’accertamento di materia imponibile sottratta a tassazione per un importo che sfiora i 2 milioni di euro (fra elementi positivi di reddito non dichiarati e costi non deducibili) e con una evasione di IVA di circa 300 mila euro.
Le investigazioni preliminari svolte dai finanzieri avevano già fatto emergere l’andamento “anomalo” del giro d’affari dell’imprenditore che aveva operato in numerosi cantieri agendo in sub-appalto e che, fra l’altro, proseguiva nella propria attività imprenditoriale pur risultando per il Fisco ufficialmente “inattivo”.
La verifica fiscale ha messo in luce il meccanismo evasivo: l’imprenditore impiegava direttamente squadre di operai formalmente dipendenti da altre imprese artigiane. Queste certificavano le prestazioni di lavoro fornendo la necessaria copertura documentale, a mezzo di fatture false.
E’ stato accertato, infatti, il rapporto di dipendenza diretto tra l’imprenditore albanese e gli operai di volta in volta impiegati in “nero”, mentre le ditte artigiane sono risultate prive di organizzazione aziendale, di mezzi ed attrezzature ed hanno omesso tutte le dichiarazioni fiscali nonchè, ovviamente, tutti gli adempimenti in materia previdenziale e contributiva con riguardo agli operai.
Complessivamente il controllo ha evidenziato come 54 lavoratori – albanesi, moldavi ed italiani – siano stati impiegati completamente “in nero”, privi cioè di una qualsiasi copertura previdenziale o assicurativa, con una evasione contributiva di oltre 170 mila euro

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