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Feltre, area Altanon: quasi 500 le osservazioni pervenute al Comune. Si attende anche la risposta del presidente Napolitano

Mentre il Piano degli Interventi nell’area Altanon viaggia verso l’approvazione in consiglio comunale, una vera e propria valanga di osservazioni popolari ha travolto i giorni scorsi l’ufficio protocollo del comune di Feltre. Quasi cinquecento osservazioni sottoscritte dai cittadini attendono ora una risposta da parte dell’ufficio di pianificazione del territorio e da parte del consiglio comunale che dovrà decidere sulle stesse, una per una. Si tratta di osservazioni a carattere tecnico, ma soprattutto di osservazioni generali, scritte in modo semplice e con un linguaggio non specialistico, che rispondono ad un sentire comune dei cittadini feltrini. Una montagna di considerazioni per dire che questo progetto, così com’è stato prospettato, “non s’ha da fare”. Una dura manifestazione di contrarietà per far capire ai nostri amministratori, ancora una volta, che la stragrande maggioranza della città non vuole questo intervento e che dovrebbero ragionare appunto nella prospettiva del bene comune in un’ottica futura, e non dare seguito semplicemente ai singoli interessi privati che da anni interessano l’area di fronte alla stazione. I temi toccati dalle osservazioni riguardano l’aspetto paesaggistico, turistico e ambientale, con l’idea di una città cementificata alla pari delle metropoli, che si presenterà non più come città da scoprire per le sue bellezze ma come luogo estremamente cementificato. E ancora si parla dell’aspetto immobiliare, criticando l’inutilità di nuovi alloggi che andrebbero a peggiorare una situazione già stagnante nel mercato immobiliare, evidenziando la necessità del recupero delle vecchie abitazioni. Un’altra significativa osservazione contesta il fatto che il progetto sottrae ai feltrini l’ultima area libera a ridosso del centro, che andrebbe riqualificata con centri di aggregazione culturale e alternative per i giovani. C’è poi l’aspetto commerciale, ossia l’apertura di nuovi negozi che comprometteranno le attività del centro e delle piccole frazioni. E infine la questione viabilità, con le circa 70 osservazioni firmate dai residenti di via Folli, via Pasubio e via Carso. Gli abitanti del quartiere maggiormente interessato alla trasformazione causata dall’edificazione Altanon hanno raccolto, oltre alle osservazioni, perplessità e proposte, lamentando il fatto di non essere stati interpellati e ascoltati; sono così riusciti a fare rete e a maturare una coscienza sul problema, alcuni non conoscendosi, ma accomunati dalla voglia di dire la loro.
Ancora una volta la cittadinanza si è dimostrata sensibile e particolarmente interessata alla delicata questione dell’edificazione nell’area dell’Altanon. Una mobilitazione dal basso,  un segnale per dire che un altro tipo di città è possibile. Le passate campagne di volantinaggio, i gazebo in centro città, le uscite sulla stampa, le dure prese di posizione nei confronti del progetto, l’analisi dei motivi per dire “no” e la ricerca delle alternative che potrebbero rimettere a nuovo l’area in questione, ma soprattutto il coinvolgimento della popolazione su questa tematica ha dato i suoi frutti.
Ma quella delle osservazioni non è l’unica attesa da parte dei feltrini. Si aspetta ancora la risposta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale nelle scorse settimane sono state recapitate oltre duemila cartoline sull’Altanon per richiedere un suo intervento a difesa del patrimonio storico e architettonico della città. Intanto, in questi giorni, la ristampa di altre duemila cartoline sta andando a ruba. E, a sorpresa, persino il sindaco Vaccari ne ha richiesto una ventina di copie per inviarle, a quanto sembra, al presidente Napolitano.

A nome del gruppo facebook “No agli scempi architettonici a Feltre”
delle sezioni di Feltre del WWF e di Italia Nostra
e del Comitato Pra’ Gras
Riccardo Sartor
Laura De Riz
http://www.facebook.com/group.php?gid=55313309825
http://www.youtube.com/watch?v=GpsWnOf3o8w

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