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lunedì, Novembre 30, 2020
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Scambio sulle politiche giovanili con la Val d’Aosta

Si è svolto questa mattina (martedì 27) allo Spazio Giovani di Borgo Prà, l’incontro dedicato alle “politiche giovanili e al lavoro di rete fra le istituzioni”, nell’ambito dello scambio in materia di politiche giovanili fra la Regione Valle d’Aosta e la Provincia di Belluno. La delegazione valdostana, arrivata nella giornata di ieri, questa mattina è stata oggi ospite del Comune di Belluno: dopo il pomeriggio di ieri dedicato al processo che ha portato, nel territorio provinciale, dal patto con la gioventù alla rete provinciale dei servizi a favore dei giovani, il lavoro della mattina è stato aperto dal Presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin, che ha fatto il punto sul ruolo dell’Ente tra coordinamento e sussidiarietà. Alla delegazione della Val d’Aosta, composta da amministratori, tecnici, giovani e studenti è stata poi illustrata l’esperienza della Comunità Montana e della Consulta dei Giovani dell’Alpago, puntando sul protagonismo giovanile nei territori montani. La Conferenza dei Sindaci, rappresentata dal suo Presidente, Angelo Paganin, ha proposto una riflessione stimolante sui progetti per i giovani nei Piani di Zona delle Conferenze dei Sindaci. L’ultima parte della mattinata è stata dedicata al Comune capoluogo: l’Assessore alle Politiche giovanili, Marco Da Rin Zanco, ha proposto una panoramica sul ruolo che Belluno ha rispetto al territorio provinciale, come fulcro di un flusso di giovani che dalla periferia gravita verso il capoluogo, anche per motivi scolastici. “Ho ritenuto interessante – ha commentato l’assessore Da Rin Zanco – presentare ai colleghi e ai tecnici della Regione ospitata le nostre attività, a partire dall’Informagiovani e dallo Spazio Giovani, per arrivare a concludere la pur veloce panoramica, portando l’esempio di due progetti che mi stanno particolarmente a cuore, come l’”Estate partecipando”, appena concluso, e il “progetto GPS”, ai nastri di partenza.
Vedendo le reazioni dei colleghi presenti, credo gli esempi portati abbiano reso bene l’idea della filosofia che sta alla base del nostro fare politiche per i giovani. Io sono convinto che le politiche giovanili debbano essere le politiche della felicità, ovvero azioni che contribuiscano a lenire la sofferenza che spesso attanaglia il nostro territorio, con primati in termini di precoce uso dell’alcol o di tasso di suicidi. La novità dell’approccio alle “cose che riguardano i giovani” fatta progettandole non più per loro, ma con loro, come stiamo facendo col progetto “Impara l’arte”, nell’ambito del bando regionale GPS, e la centralità data al creare relazioni significative sono un contributo che ho portato volentieri all’interno di questo scambio.
Mi auguro che due Regioni così simili per le caratteristiche del loro territorio possano trarre un reale beneficio da scambi di questo tipo, così pratici e così interessanti a mettere al centro delle politiche giovanili i giovani stessi”.

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