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sabato, Ottobre 1, 2022
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Tre voti per approvare il bilancio e salvare Prade. Apre il mercato delle vacche

Per approvare il bilancio e rimanere al suo posto di sindaco Antonio Prade ha bisogno di tre voti. Da trovare assolutamente prima del prossimo Consiglio comunale, che dovrà essere convocato per regolamento entro il 28 ottobre. Visti dalla pianura, quei tre voti mancanti non rappresentano certamente un’insormontabile questione d’onore o di ferreo e inviolabile protocollo. C’è da ritenere dunque che il coordinatore regionale del PdL Veneto Alberto Giorgetti e il vice coordinatore vicario Marino Zorzato, chiamati venerdì a Belluno per ricomporre la frattura, non si metteranno a spaccare il capello in quattro per discutere di metodi e strategie impiegate per recuperare quei tre stramaledetti voti. Perché in questi casi vale sempre il principio del Principe, il fine giustifica i mezzi. E allora c’è da scommettere che il “mercato delle vacche”, che in passato abbiamo visto praticare anche in Parlamento, non risparmierà certamente Belluno. Che del resto un tempo era terra di agricoltori e fattori (per la verità era il Foro boario, vicino al palazzetto e il comando dei Vigili il luogo delle contrattazioni). Ebbene, in questa nostra simulazione, escludiamo che i tre voti possano essere chiesti all’opposizione (questo sarebbe davvero troppo. Anche se non sarebbe né il primo né l’ultimo “salto della quaglia”). Potenzialmente, ci sono i due voti di astensione dei consiglieri leghisti De Gan e Serafini recuperabili. Ma escludiamo che Stefano De Gan, perito commerciale e consulente del lavoro, oltre che assessore provinciale, abbia la minima intenzione di ritornare sui suoi passi per approvare un bilancio che sfora il patto di stabilità. L’altra possibile opzione sarebbe quella di andare a chiedere a Silvano Serafini “Orso Grigio” di votare a favore di Prade. Ma sembra di vedere la scena… Impossibile, voto irrecuperabile pure il suo. Sempre che la Lega Nord, come sembra fino a questo momento, decida di rimanere fuori dalla disputa fino in fondo. E allora non rimane che una possibilità: andare a bussare in punta di piedi alla porta di ognuno dei sette consiglieri dissidenti ex Forza Italia e chiedere sottovoce il loro voto, iniziando dai più “morbidi”. E promettendo sempre sottovoce e con le dovute cautele perché non si sappia in giro, qualcosina in cambio. Occhio, perché il postino bussa sempre due volte! Il primo giro l’ha già fatto. Ma se farà bene il suo lavoro sarà facile scoprirlo. Perché basterà osservare nel governo “Prade secondo atto” come verranno distribuite le poltrone. Noi siamo qui, ad osservare e riferire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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