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Salva la legge sul made in Italy, aperta la strada per il marchio volontario 100% Italy

“Alla fine l’artigianato e le piccole imprese che producono in Italia prodotti di qualità hanno visto il riconoscimento dei loro sforzi per stare sul mercato. Il tentativo da parte delle grandi industrie di azzerare la norma emanata da poco più di un mese per la tutela il made in Italy non è andato in porto”, questo è il commento dell’Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 25 agosto scorso del decreto salva infrazioni. In provincia di Belluno alla questione è interessato l’intero settore dell’occhialeria e, in un momento di crisi, questa norma assume un significato particolare.
La nuova disciplina del “Made in” (legge n 99/2009), che introduce l’obbligo per le aziende italiane che delocalizzano di indicare in etichetta i Paesi dove sono realizzati, era entrata in vigore solo il 15 agosto e rischiava di essere congelata dal Consiglio dei Ministri a inizio settembre a pochissimi giorni di vita. Ma la forte presa di posizione di Confartigianato ha obbligato il Governo a una pausa di riflessione. “Il Governo – rimarca l’UAPI di Belluno – ha recepito le nostre sollecitazioni, confermando il principio dell’art. 17 della legge 99/2009 che difende chi investe, produce e dà lavoro in Italia e obbliga il produttore a dichiarare l’origine dei prodotti quando questi siano fatti interamente all’estero e possano essere confusi con prodotti italiani. Si tratta di un principio da tempo consolidato in Paesi come gli Stati Uniti, il Giappone e l’India”. L’art 17 del suddetto decreto legge riporta infatti che “costituisce fallace indicazione l’uso del marchio, da parte del titolare o del licenziatario, con modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana ai sensi della normativa europea sull’origine, senza che gli stessi siano accompagnati da indicazioni precise ed evidenti sull’origine o provenienza estera”. Per i trasgressori il legislatore ha fissato la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 ad euro 250.000. La norma entrerà in vigore tra 45 giorni, lasciando il tempo per smaltire gli ordini ormai inviati. “Il dibattito sull’art 17 – aggiunge l’UAPI di Belluno – ha portato un’ulteriore buona notizia: l’ampliamento della tutela del made in Italy, gettando le basi del marchio volontario 100% made Italy. Una buona notizia soprattutto per il nostro distretto dell’occhiale (distribuito tra Belluno e Treviso) che dal semplice rispetto delle norme contenute nel codice doganale per l’apposizione del prestigioso marchio made in Italy  ottiene solo una parziale tutela. In molti casi infatti semplici lavorazioni di rifinitura fatte in Italia risultano sufficienti per apporre il marchio”.

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