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lunedì, Novembre 30, 2020
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Sulla diga del Vajont con Gli amici della bicicletta. Domenica 4 ottobre

Per iniziativa della FIAB-Amici della Bicicletta di Brescia, anche quest’anno si ripete la ciclospedizione Vajont: una pedalata di impegno civile, con il fattivo aiuto delle associazioni Fiab di Milano (Ciclobby) e Belluno (Amici della Bicicletta). Come l’anno scorso, la pedalata partirà ufficialmente da Brescia venerdì 2 ottobre, ma avrà un significativo preludio d’avvio giovedì 1 ottobre in quel di Milano, grazie ad alcuni soci di Ciclobby, che quest’anno hanno deciso di unirsi alla ciclomanifestazione. La meta è la diga del Vajont, per partecipare alla veglia notturna di sabato 3 ottobre coi ”Cittadini per la Memoria del Vajont” e la giornalista Lucia Vastano, autrice del libro “Vajont l’Onda Lunga”, prosecuzione ideale dell’impegno di ricerca e denuncia delle molte responsabilità, complicità, coperture, che fu di Tina Merlin. Sabato 3 ottobre, prima di salire alla diga, i partecipanti al cicloviaggio sosteranno a Belluno (piazza Duomo, ore 14.30): amministratori pubblici, giornalisti, associazioni, cittadini, sono invitati ad un breve incontro di saluto e solidarietà.  Domenica 4 ottobre la manifestazione culminerà con una facile biciclettata di circa 20 Km in val Vajont – a cui tutti sono invitati – che partirà alle ore 10.30 dalla tristemente famosa diga e vedrà coinvolti anche alcuni bimbi di un’altra strage dimenticata, quella di Beslan (Ossezia del Nord) nel 2004. Si percorrerà la strada che attraversa la zona della frana, passando dalla frazione di Pineda, scendendo poi al ponte sul torrente Vajont e risalendo sulla statale. Dopo  la frazione di S. Martino, si arriverà a Erto, attraversando il caratteristico abitato di Erto vecchia, e si ritornerà alla diga. Prima però, chi se la sente, potrà salire nel suggestivo paese di Casso (dislivello 150 m), che domina dall’alto la valle. L’esercizio per la Memoria del Vajont – oltre al significativo e doveroso ricordo delle vittime – vuole anche essere un invito a riconsiderare il dissennato uso del territorio, a riappropriarci del diritto/dovere di essere presenti e di opporsi, quando l’ambiente è violentato.  Riteniamo l’andare in bicicletta una delle tante risposte possibili alla nuova tragedia globale dei cambiamenti climatici, “annunciata” come lo fu la tragedia che si verificò il 9 ottobre 1963 alla diga del Vajont, con duemila morti in pochi istanti.

Coordinamento e comunicazione:
Massimo Braghini: 333-4399120, paciclica@yahoo.it  –  Alberto Nencioni: satanta@alice.it
Referente a Belluno: Bortolo Calligaro: 0437-34673, 333-2175846, bortolo.cal@libero.it
Referente pedalata domenica 4: Luciano: 329-2948163

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