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Anche i rifugi alpini ammessi al credito agevolato per il miglioramento delle strutture

 Anche i rifugi alpini ed escursionistici potranno usufruire dei finanziamenti agevolati dalla Regione per il miglioramento delle strutture turistiche. E’ quanto prevede un provvedimento adottato oggi dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente Franco Manzato, che passa ora all’esame della competente Commissione consiliare prima della definitiva approvazione. “Per favorire l’ulteriore miglioramento qualitativo del sistema veneto dell’ospitalità – ha ricordato Manzato – abbiamo attivato uno specifico fondo di rotazione presso la Veneto Sviluppo, rispetto al cui utilizzo è stata verificata con gli operatori la necessità di modificare alcuni criteri di utilizzo, finalizzati a rendere ancor più operativo il fondo stesso in relazione alle esigenze di un segmento economico, quello turistico, che nel Veneto vale un fatturato di circa 12 miliardi di Euro.

Franco Manzato vicepresidente Regione Veneto
Franco Manzato vicepresidente Regione Veneto

Questa esigenza diventa ancora più pressante a fronte della crisi finanziaria mondiale, che fa ancora sentire i suoi effetti, e alla forte azione messa in atto da Regione e sistema turistico per fronteggiare la situazione, azione che ha permesso al Veneto di tenere molto bene in un settore che nel resto d’Italia e d’Europa sta subendo cali notevoli, e addirittura di registrare miglioramenti, in agosto, rispetto allo stesso mese del 2008”. Con l’approvazione definitiva del provvedimento, i rifugi alpini ed escursionistici, che operano in territori difficili ma particolarmente sensibili agli adeguamenti dotazionali e tecnologici, saranno agevolati nell’acquisto di beni mobili e nella realizzazione di opere edili ed impiantistiche inerenti alla loro specifica attività. Il provvedimento di Giunta ha inoltre previsto di finanziare con il fondo rotativo anche strutture ricettive classificate a una o due stelle situate nei centri storici, talvolta in stabili di pregio, limitatamente all’acquisto di beni mobili o riguardanti la realizzazione di opere edili ed impiantistiche sull’immobile, per le quali non necessitano dichiarazioni o permessi ai sensi della normativa edilizia. E’ stato pure proposto di ridurre da 5 a 3 anni l’obbligo minimo di permanenza nella struttura interessata delle dotazioni informatiche hardware e software, tenuto conto dell’obsolescenza tecnica di tali strumentazioni. Sono state infine previste alcune semplificazioni di tipo burocratico.

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