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Edilizia: rischio blocco. Secondo il presidente dell’Appia l’entrata in vigore di una normativa più rigorosa, potrebbe frenare il rilancio del settore

Moreno De Col presidente Appia
Moreno De Col presidente Appia

In edilizia, considerata da tutti come una componente che potrebbe dare un impulso decisivo al rilancio dell’economia, le buone notizie sono spesso accompagnate da altre di segno opposto. “ Si tratta “ fa notare il presidente dell’APPIA Moreno De Col “ di segnali contraddittori che non fanno bene al mercato. Abbiamo appena accolto con soddisfazione la delibera della Giunta Regionale che ha fissato i criteri di efficienza energetica, con i quali graduare gli aumenti di volume consentiti dal Piano Casa  in caso di demolizione e ricostruzione con edilizia sostenibile, che già dobbiamo confrontarci con una circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 5 agosto che di fatto crea grossi problemi all’avvio di nuovi lavori. “
Va ricordato che con l’approvazione della legge 77/2009 (conversione del decreto relativo al terremoto in Abruzzo) é stato disposto che le nuove norme tecniche per le costruzioni, contenute nel D.M. 14.01.2008, entrino in vigore il 1 luglio 2009 anziché il 1 luglio 2010. Il decreto é una raccolta, in forma unitaria, delle norme che disciplinano la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni al fine di garantire, per stabiliti livelli di sicurezza, la pubblica incolumità. Si tratta della più avanzata espressione normativa a tutela della pubblica incolumità nel settore delle costruzioni la cui introduzione ha avuto una naturale anticipazione dettata dal terremoto che ha colpito la provincia dell’Aquila. La circolare ministeriale di agosto, nel tentativo di rispondere alle molte richieste di chiarimenti in ordine al regime intertemporale degli interventi, precisa –con effetto retroattivo generando ulteriori problemi – che per le costruzioni e le opere infrastrutturali iniziate prima del 30 giugno continua ad applicarsi la normativa tecnica utilizzata per la redazione dei progetti fino all’ultimazione dei lavori mentre, alle costruzioni iniziate dopo il 30 giugno, va applicata obbligatoriamente la nuova normativa tecnica  anche se i progetti sono già stati autorizzati, con le vecchie norme, dal Genio Civile. “ Si tratta di una forzatura evidente, continua De Col, che sta determinando grossi problemi alle imprese e ai committenti. Se non verrà previsto un arco temporale entro cui con i vecchi progetti approvati si possa iniziare i lavori anche dopo il 1 luglio 2009, ci troveremo nella necessità di rivedere le progettazioni con conseguenti lievitazioni dei costi e ritardi nell’avvio dei lavori che si riverseranno inevitabilmente sulla committenza. D’altra parte va anche detto, per tranquillizzare la clientela, che le vecchie norme tecniche sono perfettamente efficaci in chiave antisismica; il problema non sono le norme ma il loro rispetto, i controlli in fase di realizzazione. La presenza nelle zone colpite dal terremoto di cemento depotenziato  testimonia un comportamento delittuoso che nulla ha a che vedere con il rispetto della normativa.”

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