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lunedì, Novembre 30, 2020
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Buone notizie per l’occhialeria artigiana bellunese: giro di vite per il made in Italy se l’azienda ha delocalizzato all’estero

Gli artigiani l’avevano detto che la visione annacquata del “made in italy”, portata avanti dalle lobbies dei delocalizzatori e sostenuta da alcune recenti sentenze, non era assolutamente gradita. Avevano espresso fortemente le loro perplessità sull’utilizzo del marchio di origine italiana su prodotti che di italiano avevano solo il desing o il packaging. Insistevano nel dire che si trattava di inganno verso il consumatore e che ciò, alla lunga, avrebbe finito per svalutare l’immagine di qualità che il prodotto italiano da sempre porta con sè. Qualcuno finalmente li ha ascoltati e –  fra le pieghe del disegno di legge n. 1195B legato all’energia –  ha inserito alcune norme che regolamentano l’uso del marchio made in italy. Appena le nuove regole entreranno in vigore,  le imprese italiane che hanno spostato all’estero parte o tutta la loro produzione, saranno obbligate ad indicare il luogo dove la merce è stata realizzata. Sarà infatti pratica commerciale ingannevole “l’uso di marchi di aziende italiane su prodotti o merci non originari dell’Italia ai sensi della normativa europea sull’origine senza l’indicazione precisa, in caratteri evidenti, del loro Paese o del loro luogo di fabbricazione o di produzione, o altra indicazione sufficiente ad evitare qualsiasi errore sulla loro effettiva origine estera.“Siamo veramente contenti – dichiara Tiziano De Toffol, presidente della categoria Occhialeria dell’Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno. – Così chi ha spostato la gran parte della propria produzione in Cina, per usufruire dei bassissimi costi di produzione, ma senza rinunciare al marchio “Made in Italy”, dovrà ripensare le proprie strategie, rivalutando, magari, quel tanto bistrattato distretto bellunese che in pochi anni è stato ridotto ai minimi termini e ha rischiato l’estinzione” Nel decreto in via di pubblicazione ci sono anche strumenti per un più efficace controllo contro le contraffazioni. Ora la merce sequestrata non potrà più essere “riscattata” come succedeva di norma sino ad oggi con la costernazione delle forze dell’ordine che vedevano vanificata la loro azione ispettiva. “E’ la risposta concreta ad una azione sindacale di Confartigianato che si perde nella notte dei tempi –conclude Tiziano De Toffol – e una grande soddisfazione non solo per l’occhialeria artigiana, ma per tutto il nostro manifatturiero. Abbiamo, infatti,  a lungo denunciato che ci stavano espropriando, derubando di un patrimonio: quello che abbiamo messo da parte in decenni di lavoro, quello che gli artigiani hanno trasformato in competenze e qualità. Finalmente è si torna a premiare il valore aggiunto che offre una produzione effettuata veramente in Italia.

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