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venerdì, Settembre 18, 2020
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Convegno di Confindustria Belluno Dolomiti alla Nogherazza. Crisi economica, il rimbalzo al momento non c’è, siamo di fronte a una lenta ripresa

Luca Paolazzi direttore Centro studi Confindustria
Luca Paolazzi direttore Centro studi Confindustria

Daniele Franco, capo Servizio studi di struttura economica e finanziaria Banca d'Italia
Daniele Franco, capo Servizio studi di struttura economica e finanziaria Banca d

Crisi economica internazionale ai raggi X oggi pomeriggio al ristorante la Nogherazza di Castion (Belluno) per il convegno di Confindustria Belluno Dolomiti dal titolo”A piccoli passi. Analisi e prospettive della nostra economia verso la ripresa”. Al tavolo dei relatori Luca Paolazzi, direttore del Centro studi di Confindustria e Daniele Franco, capo del Servizio studi di struttura economica e finanziaria di Banca d’Italia. Ad introdurre il convegno il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Valentino Vascellari, che ha assicurato la costante pressione dell’associazione sul sistema creditizio. E’ intervenuto quindi Gian Domenico Cappellaro, presidente consiglio Piccola impresa di Confindustria Belluno Dolomiti che ha sottolineato come le piccole aziende bellunesi siano da sempre abituate a confrontarsi con mille difficoltà. Sono seguiti gli interventi dei due esperti, dinanzi a un pubblico numeroso costituito quasi essenzialmente da imprenditori bellunesi e direttori di istituti bancari locali. Il dato positivo rilevato da Luca Paolazzi, è che coloro che hanno mantenuto il loro posto di lavoro, per effetto dei tassi d’interesse che sono ai minimi storici, si ritroveranno oggi uno stipendio con un potere d’acquisto maggiore. Ma è l’unica nota positiva in un quadro generale che non consente facili ottimismi. Ma la crisi economica non è uguale per tutti. Le cadute infatti non sono distribuite uniformemente. C’è ad esempio l’automobile in Giappone che perde il 51,7%. Tiene il settore farmaceutico e alimentare. Calano i beni di consumo non durevoli, abbigliamento, elettronica, mobili. Calano anche i beni durevoli, i prodotti in legno e i beni capitali e i beni intermedi come i macchinari (-32%). Caute anche le previsioni: nel 2014 secondo l’esperto di Confindustria, non avremo ancora recuperato i livelli che avevamo prima della crisi. E la ripresa arriverà con un tasso di crescita maggiore nei Paesi emergenti: Cina, India, Brasile, Russia, Messico, Turchia. Ha completato l’analisi Daniele Franco di Bankitalia, che ha parlato di un «crollo del commercio mondiale di proporzioni inusuali». Tant’è che la flessione della produzione industriale in Italia, per ora, è peggiore di quella del 1929, anno del crollo delle borse seguito dalla depressione, e anche del 1974 con la crisi petrolifera. Quello che non si capisce è come mai la Banca d’Italia, che oggi ci spiega tutto nel dettaglio, non abbia fiutato qualcosa prima! Del resto, nulla fece la Consob per fermare la bancarotta di Cirio e Parmalat.  Ad anticipare la pericolosità di Parmalat fu solo Beppe Grillo! E per dirla tutta: che ne è stato di coloro che ci hanno rifilato i titoli tossici? Negli Stati Uniti qualche testa è caduta. Ma qui sono ancora tutti seduti sui loro posti dorati.

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