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Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: cantieri aperti per riparare i danni di un inverno eccezionale

da sx Guido De Zordo e Antonio Martino
da sx Guido De Zordo e Antonio Martino

I danni provocati dalle eccezionali nevicate dell’inverno scorso, anche all’interno dell’area del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, sono ingenti. Una stima ancora non definitiva dei tecnici dell’Ente e delle Amministrazioni locali quantifica in almeno 400.000 euro i danni alle strade forestali, alle coperture di malghe e bivacchi, agli impianti fotovoltaici che assicurano l’approvvigionamento energetico delle strutture in quota. A questi danni ingenti, imprevisti e straordinari, si accompagna una ulteriore riduzione delle risorse trasferite dal Governo centrale all’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Non esistono ancora dati definitivi, ma si stima in circa 250.000-300.000 euro l’ammontare del “taglio” ai finanziamenti all’Ente Parco per il 2009.
La necessità di intervenire con urgenza per ripristinare i danni dovuti al maltempo, assieme alla concomitante decurtazione delle risorse disponibili, impongono all’Ente Parco di ridefinire le priorità nelle attività dell’anno corrente. In attesa di eventuali contributi straordinari per riparare i danni da maltempo (che l’Ente Parco ha già richiesto sia al Ministero per l’Ambiente che alla regione del Veneto), si è deciso di ridurre drasticamente le attività culturali e ricreative estive, per poter aprire immediatamente i cantieri di restauro. Sono infatti già iniziati i lavori per il ripristino della strada (gravemente danneggiata dalle slavine) che sale al rifugio Dal Piaz e a malga Vette Grandi; mentre sono di imminente apertura i cantieri per riparare la strada che da Forno di Zoldo sale a malga Pramper e quelli per rimettere in efficienza i numerosi bivacchi all’interno del Parco. A questo proposito si ricorda che i bivacchi custoditi, per i quali è necessaria la prenotazione e il ritiro delle chiavi presso la sede dell’Ente, sono tutti temporaneamente chiusi, in attesa di completare le verifiche sui danni subiti e il loro stato di sicurezza.
Questa estate verrà assicurata la realizzazione di una sola edizione della Festa d’estate al Parco, quella del 4 e 5 luglio a Feltre, nei giardini che circondano Villa Binotto, sede degli uffici dell’Ente. Gli altri eventi culturali sono “temporaneamente” rinviati, con l’unica eccezione di quelli che hanno costi estremamente contenuti o nulli (come nel caso ad esempio della mostra fotografica sui 15 anni del Parco, che sarà inaugurata sabato prossimo, 20 giugno, alle ore 18.00 a Feltre, presso la galleria Via Claudia Augusta).
Inoltre verrà garantita l’apertura delle strutture informative e ricettive per il pubblico, in particolare del centro visitatori di Pedavena (la cui gestione è curata dall’Associazione La Fenice), del centro visitatori e dei forni fusori di Valle Imperina (affidati alla Cooperativa Un mondo di idee); dell’ostello e ristorante “Imperina” (gestiti dalla cooperativa Mani intrecciate); della casa del Parco “Al Frassen” (la cui apertura è curata dalla cooperativa Mazarol), del giardino botanico “Campanula morettiana” in Val del Mis (gestito dall’Associazione La Fenice). “I danni causati da un inverno eccezionale – ha dichiarato il Direttore del Parco, Nino Martino – ci hanno messo in seria difficoltà. Contiamo sull’aiuto dello Stato e della Regione del Veneto per far fronte all’emergenza; nel frattempo impieghiamo le nostre, scarse, risorse per attivare almeno gli interventi più urgenti”.
“La nostra priorità – ha dichiarato a sua volta il Presidente del Parco, Guido De Zordo – è quella di limitare i danni subiti dagli operatori economici e turistici e dagli agricoltori che gestiscono le malghe nel Parco. L’obiettivo è quello di dare agli agricoltori, ai gestori dei rifugi e ai turisti che frequentano il Parco, la possibilità di accedere all’area protetta e di disporre di strutture adeguate per svolgere, in sicurezza, le proprie attività lavorative o escursionistiche”.

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