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martedì, Luglio 27, 2021
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Reolon nel Sovramontino: “Continuerò a difendere la volontà popolare”. Un incontro anche con i cacciatori bellunesi

Reolon nel Sovramontino per sostenere chi vuole continuare ad abitare in dignità la montagna. “Ho da sempre difeso e continuerò a difendere la volontà popolare che questa comunità ha espresso, ma non mi stancherò di combattere affinché ogni cittadino possa continuare a vivere con dignità in questa Provincia sentendosi orgoglioso di essere bellunese”. E’ voluto salire fino a Zorzoi, piccolo epicentro del malessere referendario Sovramontino, il presidente della Provincia Sergio Reolon per incontrare nuovamente la cittadinanza. Questa mattina nella piccola frazione Reolon ha visitato l’ultima bottega rimasta, incoraggiando la titolare, Luigina Dal Pra a mantenere in vita l’attività. “Ho avuto il privilegio che per i sovramontini è quotidiano, di degustare prodotti tipici la cui tutela e valorizzazione fanno parte del progetto di sviluppo economico del nostro territorio e in particolare delle terre alte. I piccoli negozi di paese, oltre a fornire un servizio essenziale agli abitanti, prevalentemente anziani, mantengono una funzione di coesione sociale e condensano alcune caratteristiche del Bellunese, refrattari all’omologazione e tenaci nel mantenere viva la speranza di continuare ad abitare in dignità la montagna”. “I Referendum sono stati un grido di protesta contro una politica Regionale e Nazionale incapace di dare risposte efficaci a questi territori. Sono le medesime ragioni per le quali da anni mi batto per ottenere l’autonomia di questa provincia, condizione essenziale per garantire un futuro alle nostre vallate e alle loro comunità. Con la fiducia e la collaborazione di tutta la Comunità bellunese sono certo” conclude Reolon, “che sapremo vincere anche questa sfida”.

“Difendere l’autonomia della caccia nel Bellunese”
La richiesta dei presidenti di Riserva. Reolon annuncia un assessore dedicato: “Il sistema di autonomia della caccia conquistato insieme in questi anni non deve essere messo in discussione”. E’ la richiesta principale fatta da un gruppo di presidenti di Riserva che ieri, in due differenti riunioni, hanno voluto incontrare Sergio Reolon. “Il sistema delle Riserve alpine”, hanno detto i rappresentanti delle Riserve comunali alpine, “lo abbiamo fondato insieme con te in 19 anni di lavoro, tenendo conto degli usi e delle particolarità della nostra provincia. L’autonomia delle Riserve deve essere mantenuta e difesa e siamo contrari a qualsiasi modifica che permetta, per esempio, il nomadismo venatorio da fuori provincia”. L’altro problema sollevato con forza dai cacciatori è stato quello dei rimborsi agli agricoltori per i danni causati dalla fauna selvatica: “Qui la Regione scarica su di noi i suoi problemi, perché dal 2010 pretende che siano le Riserve di Caccia a rimborsare i proprietari dei terreni per i danni fatti da cervi, caprioli e cinghiali e stiamo parlando di oltre 80 mila euro l’anno”. “Appena rieletto convocherò i nostri consiglieri regionali”, ha assicurato Reolon, “per concordare le iniziative per l’abrogazione di quella legge. E’ chiaro che non si possono imputare alle Riserve di Caccia e ai cacciatori i danni causati dalla fauna. Inoltre la Regione deve rimpinguare i fondi a disposizione per questo tipo di danni in modo da aiutare l’agricoltura di montagna”. Sulla prima questione Reolon ha assicurato il proprio impegno nella difesa del sistema delle riserve alpine, così come conquistato insieme negli anni scorsi in collaborazione tra la Provincia e gli stessi cacciatori. Reolon ha poi spiegato le recenti modifiche introdotte dalla Provincia per la caccia al camoscio e le nuove linee in materia di abbattimenti. “Raccogliendo anche le sollecitazioni provenienti dai cacciatori rivedremo i piani di abbattimento trovando un giusto equilibrio nella solidarietà tra le riserve che hanno più disponibilità di fauna e quelle che attualmente soffrono”. Proprio per rafforzare il dialogo tra la Provincia, i cacciatori e i pescatori, Sergio Reolon ha annunciato la nomina di un assessore specificamente dedicato al settore. “I miei impegni da presidente mi impediscono di seguire come amerei poter fare il settore caccia e pesca. Anche per questo, con mio grande dispiacere, negli ultimi anni il nostro rapporto si è un po’ allentato. Il lavoro da svolgere in questo ambito è complesso ed è importante per tutto il nostro territorio. E’ giusto che ci sia un assessore che si dedichi dalla mattina alla sera a risolvere i problemi della caccia e della pesca. Troveremo la persona più indicata e vi assicuro che sarà un assessore saggio ed equilibrato. In ogni caso continuerò ad essere il punto di riferimento per tutto il mondo venatorio e alieutico

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