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De Zordo chiede un intervento finanziario straordinario per il Parco a Stato e Regione

il presidente del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi Guido De Zordo
il presidente del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi Guido De Zordo

Il Presidente del Parco, Guido De Zordo, ha deciso di scrivere al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al Presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, segnalando la grave situazione che si è andata a creare nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Nella sua comunicazione De Zordo evidenzia che “in considerazione dell’approssimarsi della stagione estiva”, vi è la “necessità di garantire agli agricoltori che utilizzano le malghe in quota, ai gestori dei rifugi e ai turisti che frequentano il Parco, la possibilità di accedere in sicurezza all’area protetta e disporre di strutture adeguate per svolgere le proprie attività lavorative o escursionistiche”. Per questo il Presidente del Parco ha chiesto al Ministero e alla Regione del Veneto un intervento finanziario straordinario, che permetta all’Ente Parco di “riparare, con procedure di somma urgenza, i danni subiti dalle strutture e infrastrutture produttive e turistiche”.
L’inverno scorso, infatti, è stato caratterizzato da precipitazioni nevose di straordinaria abbondanza in tutte le zone montane del Veneto, inclusa l’area del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. In alcune località la neve ha superato i tre metri e mezzo di spessore. Adesso che, con il disgelo, strade, sentieri, malghe e bivacchi riemergono alla superficie, è possibile quantificare con precisione i danni provocati dall’eccezionale quantità di neve caduta nei mesi scorsi e dalle molte slavine verificatesi nelle zone più in quota. Molte strade, come quella che conduce al rifugio Dal Piaz, o quella che porta a malga Pramper, risultano danneggiate, così come alcune strutture utilizzate per l’alpeggio. Anche le costruzioni che il Parco, in questi anni, ha ristrutturato trasformandole in bivacchi per gli escursionisti hanno subito danni. In particolare risultano danneggiate le coperture, i camini e diversi impianti fotovoltaici necessari all’approvvigionamento energetico delle strutture.

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