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domenica, Settembre 27, 2020
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Occupazione della scuola di Levego: condannati i giovani del Bl.itz

Dio perdona, Prade no. Non è un vecchio film di cow-boy, ma l’esito del processo che ieri ha visto alla sbarra i ragazzi “disobbedienti” del Bl.itz e dove il sindaco di Belluno ha ribadito la denuncia di occupazione di edificio pubblico in relazione ai fatti di Levego, accaduti lo scorso anno, quando i giovani hanno occupato la scuola abbandonata che si trova lungo la sinistra Piave, chiedendo fosse destinata come nuovo spazio di aggregazione per i ragazzi e la gente del quartiere. Tutti gli imputati, dopo il rifiuto di Antonio Prade di ritirare la denuncia, hanno preferito avvalersi della possibilità di pagare il decreto di condanna, patteggiando e andando così incontro a una pena minore. Solo uno di loro, L.B. (difeso dall’avvocato Gino Sperandio), ha scelto di sottoporsi al processo, ed è stato condannato dal giudice Arturo Toppan a pagare 700 euro di multa (il pm aveva chiesto anche 40 giorni di carcere). Un epilogo scontato, dopo il rifiuto di Prade di ritirare la denuncia come gli avevano chiesto i giovani “disobbedienti”. E un’occasione persa per chi, da primo cittadino, invece di un popolare e opportuno “beau geste”, si compiace di fare di questa città tranquilla un far-west a tolleranza politica zero.

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