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mercoledì, Marzo 3, 2021
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Villa Zuppani resta alla Provincia

Villa Zuppani da Belluno Virtuale
Villa Zuppani da Belluno Virtuale

E’ favorevole all’Amministrazione provinciale la sentenza civile di primo grado relativa al lascito di Villa Passa (nota anche come Villa Zuppani) da parte della contessa Francesca Zuppani alla Provincia. Il giudice monocratico Gabriella Zanon non ha accolto le richieste degli eredi che chiedevano l’annullamento dei contratti di donazione per incapacità naturale della donante all’atto della decisione. Si chiude in maniera positiva per la Provincia una disputa legale durata otto anni, che ha visto gli eredi di Francesca Zuppani impugnare i due distinti atti di donazione della villa di famiglia, firmati dalla contessa il 27 giugno 1995 e il 27 febbraio 1997. Sostenendo l’incapacità naturale di intendere e volere di Francesca Zuppani all’atto delle donazioni, a causa delle sue condizioni di salute non brillanti, gli eredi chiedevano anche la restituzione da parte della Provincia di tutti gli arredi presenti nella villa. Il giudice Gabriella Zanon ha rigettato in toto le richieste di restituzione, sentenziando, in base ai risultati della perizia del consulente tecnico d’ufficio, Sergio Celletti (direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ulss 2 di Feltre) la lucidità di Francesca Zuppani all’atto delle donazioni. Il giudice ha condannato gli eredi della contessa anche a rifondere alla Provincia le spese sostenute per la vertenza legale. Le argomentazioni avanzate dagli eredi di Francesca Zuppani si basavano su una sua presunta forma di incapacità naturale di intendere a volere, realizzatasi in seguito a due ricoveri ospedalieri avvenuti in prossimità temporale della decisione di donare la villa alla Provincia. In particolare, tra il 1994 e il 1995 Francesca Zuppani aveva sofferto di problemi cardiaci, mentre al momento della seconda donazione era ricoverata in neurologia.
La fase istruttoria si è avvalsa di una perizia analitica sulla documentazione medica relativa a Francesca Zuppani, deceduta il 23 maggio 2000. Come riportato nella sentenza, Sergio Celletti, consulente tecnico d’ufficio del tribunale di Belluno, ha rilevato, nella consulenza depositata il 4 febbraio 2005, come “dalla documentazione esaminata – sanitaria e non – non emerge alcun elemento probativo in ordine al sussistere, nella signora Zuppani, nelle specifiche contingenze temporali dei due atti di donazione dalla stessa sottoscritti, altresì nei periodi a quelle cronologicamente prossimi, di alcuna infermità somatica o psichica tale da comprometterne significativamente le capacità di intendere e volere e impedirle di effettuare una efficace valutazione dei propri atti”. Il giudice Gabriella Zanon ha accolto la tesi del consulente tecnico d’ufficio, anche in base ai risultati di tre diverse consulenze specialistiche (neurologica, psichiatrica e medico – legale) effettuate nell’ottobre – novembre 1999 da tre differenti medici, che ritennero all’epoca Francesca Zuppani perfettamente in grado di intendere e volere. “Data la natura specificamente patoevolutiva del processo demenziale” , scrive Zanon nella sentenza di primo grado, “se una compromissione neuropsichica di tipo demenziale avesse affetto la Zuppani nel periodo gennaio – febbraio 1997, due anni più tardi essa avrebbe dovuto presentarsi in maniera ben più avanzata, conclamata  e devastante, mentre la Zuppani risultava afflitta, neuropsicologicamente, solo dagli acciacchi propri dell’età”. Ora gli eredi di Francesca Zuppani hanno 30 giorni di tempo per ricorrere in appello, in caso di notifica della sentenza.
Da parte sua la Provincia di Belluno vede sbloccarsi una vertenza che ha impedito di fatto di intervenire sull’immobile. In questi dieci anni, stante l’incertezza sull’esito della donazione, sono stati effettuati solo gli urgenti e necessari interventi di messa in sicurezza del tetto di Villa Passa.

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