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lunedì, Giugno 27, 2022
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Michele Dal Farra: “Prade ha fallito, si dimetta”

“E’evidente che al sindaco di Belluno importa poco della buona amministrazione e del futuro di questa città, sicuramente meno che far finta di governare da solo contro il consiglio comunale e la sua stessa maggioranza. L’unica cosa sensata che può fare questo sindaco, invece di lanciare patetici ultimatum ai suoi, è quella di dimettersi”. Michele Dal Farra, coordinatore del Partito Democratico di Belluno chiede al sindaco Antonio Prade un gesto responsabile dopo la mancata approvazione del bilancio comunale per mancanza del numero legale a Palazzo Rosso. “In questi ultimi mesi abbiamo continuato a dire che non c’è un progetto sulla città e quindi non ci può essere condivisione su qualcosa che non esiste”, prosegue Dal Farra, “già i provvedimenti arrivati fino a ieri in aula hanno visto il consiglio comunale prendere una direzione e la Giunta andare dall’altra, fino ad arrivare all’atto amministrativo per eccellenza, che è il bilancio, nel quale si decide qual è il progetto complessivo, i provvedimenti e come ottenere le risorse per attuarlo, cioè dove mettere i soldi dei cittadini. E proprio su questo atto importante il sindaco è di nuovo caduto miseramente. A questo punto con responsabilità Prade faccia una scelta nei confronti della città senza cercare di tenere insieme quello che insieme non sta. E’da ritenersi farneticante e preoccupante anche la reazione allo smacco subito: si vota così o si va  a casa, cioè un ricatto del sindaco alla sua stessa maggioranza. Forse Prade crede di essere Berlusconi, che può bloccare le liste e usare i suoi come burattini. Piuttosto, onestamente tragga le estreme conseguenze del suo naufragio e magari torni a cercare di farsi eleggere con quelli che ci stanno. Perché dire che “chi non crede in questo progetto deve dimettersi”, nonostante sia stato eletto dai cittadini, non è una bella prova di democrazia ma l’esempio di come la politica stia raschiando il fondo del barile. Non possiamo permetterci altri tre anni con la città in ginocchio e senza governo. Significa che le opere pubbliche non andranno avanti e succederà come nei giorni scorsi, con una Belluno paralizzata dal traffico e impoverita dall’incuria di chi invece dovrebbe governarla nell’interesse di tutti”.

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