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venerdì, Dicembre 9, 2022
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Statuto e demanio: due facce della stessa medaglia

“Scusate, ma non erano Galan e la Lega i paladini del federalismo fiscale e del potere agli enti territoriali autonomi previsti dall’articolo 114 della Costituzione?” a chiederselo è Valerio Tabacchi, coordinatore provinciale del Pd. Che osserva: “Di fondo il problema è lo stesso: il centrodestra veneto ha il centralismo nel suo dna. Poco importa il rapporto col territorio ed i diritti delle popolazioni che oggettivamente vivono una condizione disagiata come oggi avviene per i cittadini bellunesi rispetto agli abitanti delle aree metropolitane della bassa. L’importante è mantenere il controllo su tutto e tutti, principio cardine per fondare un sistema feudale che oggi vede Galan governare e noi poveri sudditti fare la parte dei servi della gleba. Ma quello che più di tutto sconcerta è che i consiglieri regionali Bond e Bottacin sperino, in cambio di fedeltà e obbedienza al sistema, di poter aspirare a gestire una piccola parte dei territori (la provincia di Belluno) e degli incarichi amministrativi. Dei valvassini moderni e ben immedesimati nella parte che tradiscono i bellunesi votando contro alla specificità di Belluno in seno alla commissione statuto. Il sentimento di condanna contro il centralismo regionale oggi poi ha dovuto subire anche una nuova impennata. L’Assessore regionale Conta ha dichiarato di “ esser costretto a dare attuazione al disposto legislativo” e di dover dunque iniziare il passaggio di gestione del demanio idrico alla Provincia di Belluno. “E’ noto – ha spiegato l’Assessore – che alla Giunta Regionale la legge in questione non piace e che, al contrario, ritiene che il demanio idrico debba essere gestito su base più ampia”. Insomma il centralismo veneziano tocca oggi pomeriggio limiti mai raggiunti prima. Dalla laguna infatti ci fanno anche sapere che “non è attraverso la guerra dell’acqua che Belluno potrà progredire e prosperare” e che “lasciare che siano le comunità locali a gestire la risorsa idrica, potrebbe portare contrariamente a dispute e contrasti tra i vari utilizzatori”.

 

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