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lunedì, Marzo 8, 2021
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“Uno degli economisti più bravi” dice che la crisi è colpa della stampa

BELLUNO. Sorridente, cordiale, con la battuta sempre pronta, dotato di una buona dose di autoironia, ama dire di sé che è figlio di ambulanti, che ha studiato molto, è diventato professore universitario, parlamentare europeo, ministro ed è uno dei più bravi economisti al mondo. Manca poco che gli si possa dare una pacca sulla spalla dandogli del tu. Almeno apparentemente. Perché se qualcuno prova a intavolare l’argomento delle sue assenze al Parlamento europeo il ministro lo ferma ed avvisa che può querelare. Come è successo alla giornalista del Corriere delle Alpi che ha osato chiedere spiegazioni su quell’articolo dell’Espresso che non lo dipingeva esattamente come il primo della classe. A parte questo fastidiosissimo tallone d’Achille il ministro Renato Brunetta, intervenuto all’incontro promosso dal Lions Club, è stato molto applaudito dal pubblico, che ha riempito il Teatro comunale di Belluno sabato pomeriggio. L’incontro inizia col saluto del sindaco Prade e del presidente della provincia Reolon. Poi la parola al delegato del Lions, Janiro e quindi al giornalista Luigi Bacialli che apre con un’infelice domanda sul caso di Eluana Englaro, che provoca il brusio e qualche fischio dal pubblico. Quindi un Brunetta che va a ruota libera per un’ora e mezza con un pubblico accondiscendente. E porta argomenti convincenti, come la sua lotta ai fannulloni che ha ridotto le assenze nel pubblico impiego del 45% nei primi 6 mesi. Un’Italia fatta di formiche e cicale dove leggi assurde hanno premiato le cicale. Altre questioni molto meno credibili. Ad esempio quando attribuisce alla stampa la responsabilità della crisi economica, quando dice via tutti i privilegi delle Regioni a Statuto speciale. E quando dice a una dipendente del Comune che le ha dato la fotocopia del suo stipendio di 1.160 euro al mese che se non le va può cambiare lavoro. Ma nessuno replica. Solo un professore di liceo si alza dalla galleria per dire al ministro «Lei offende un’intera categoria», peccato che non dia le sue generalità e questo vanifica il suo intervento.

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