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Perché nessuno ne parla? Interpellanza di Fabio Bristot ‘Rufus’ sulla nuova caserma dei Vigili del Fuoco

Fabio Bristot

NEL 2009 (duemila-e-nove!!) VENGONO ASSEGNATI I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA CASERMA DEI VIGILI DEL FUOCO. NEL 2020… CON GIA’ QUALCHE SOTTOSERVIZIO NON FUNZIONANTE… ANCORA NON SAPPIAMO QUANDO VERRANNO TERMINATI I LAVORI E COLLAUDATA UN’OPERA ESSENZIALE PER LA PROVINCIA DI BELLUNO.

La caserma attuale dei Vigili del Fuoco di Belluno sita a Mussoi, sin a partire da inizio anni ’80, aveva palesato tutti i suoi limiti strutturali, status che negli anni successivi, per l’aumento delle competenze del CNVVF, dei mezzi ed attrezzature in dotazione e del personale a vario titolo presente nei vari turni, è andato ulteriormente a peggiorare.
Una caserma, dunque, dichiarata inidonea già oltre trent’anni fa e, a maggior ragione, ora del tutto inadeguata per dare risposte alle reali necessità del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Belluno. Ora tanto più vista la situazione sotto descritta.
A metà degli anni ’90, infatti, il dibattito del tutto giustificato sulle legittime aspettative dei Vigili del Fuoco di Belluno aumentò di tono e venne alla fine deciso, con il decisivo ruolo del Comune di Belluno in testa, attuale proprietario della suddetta caserma, di avviare l’iter per l’identificazione del luogo di dove si sarebbe dovuta essere realizzata la nuova caserma. Si dava inizio al lento, ma determinato percorso per ottenere l’avallo politico, effettuare le varianti urbanistiche necessarie e ricercare a livello statale il contestuale finanziamento necessario alla realizzazione di un’opera fondamentale per il nostro territorio e le sue comunità.
Tralasciando il fatto (dichiarato ufficialmente e noto ai tecnici, senza tema di smentita) che il progetto della nuova caserma era stato tarato su una realtà di una città capoluogo/provincia con ben altro dimensionamento (parametri abitativi, insediamenti industriali, ecc.), arriviamo alla fatidica data di approvazione dei vari progetti esecutivi, comprensivi delle varianti urbanistiche ad hoc adottate e della predisposizione della gara.

Arriviamo al dunque.
Nel 2009, vengono consegnati i lavori e, dopo un’interruzione per l’esecuzione della bonifica di alcuni ordigni bellici e di altre sostanze chimiche, il cantiere veniva avviato in via definitiva nel mese di aprile dello stesso anno, sulla base di un progetto redatto da un pool di tecnici degli Organi centrali del CNVVF e di professionisti esterni. Il termine per la conclusione delle opere del primo stralcio era previsto per febbraio 2013.
Successivamente, nel 2013 veniva avviato, con notevole ritardo, anche il secondo stralcio dei lavori con quello che sarebbe dovuto diventare il completamento degli interventi edilizi e la realizzazione di tutti i servizi e sottoservizi.
Questo stato di cose portava a dire il 23 gennaio 2014 al Comandante di allora “che entro il
mese di gennaio 2015 si sarebbe inaugurata la caserma.”
Un’iniezione di sano ottimismo che all’epoca ci stava tutta.
Nel frattempo, però, si poneva anche il problema dell’attraversamento del passaggio a livello di Marisiga che, in assenza di sottopasso o sovrappasso stradale, avrebbe potuto limitare in modo significativo e pericoloso l’operatività della nuova caserma.
Il problema veniva risolto con l’intervento della Regione Veneto e con l’inaugurazione del nuovo sovrappasso avvenuta nel novembre 2017, atto che dava così soluzione all’ultimo dei problemi sollevati.
Sembrava, infatti, fosse così, ma in realtà eravamo, o siamo ancora, a metà del guado.
Si ricorda, allora, che il 29 gennaio 2016 il Sottosegretario all’Interno, on. Bocci, ricordando
come il progetto della Caserma fosse qualcosa di “assolutamente non pertinente con le dimensioni della provincia di Belluno e per questa ragione dovesse diventare una caserma a valenza sovra provinciale per alcune attività” (cfr: relata parole udite), affermava a seguire che, “entro pochi mesi, i lavori sarebbero stati perfezionati.”
Passava però ancora un anno e mezzo nonostante questa ulteriore iniezione di ottimismo, ma forse di scarso realismo.
Infatti, l’11 ottobre 2018 il Sottosegretario all’Interno, on. Candiani, e lo stesso Comandante Bentivoglio ricordavano alla stampa che la Caserma sarebbe stata pronta per inizio 2019.
Quindi, lo stesso comandante affermava a distanza di pochi mesi che “il nostro impegno è di riuscire a rendere operativa la nuova sede del comando entro la fine di quest’anno (cfr: 2019) o, al massimo, entro l’inizio del 2020.”
Ultima iniezione di ottimismo.

Siamo a metà 2020.
Ora, anche se l’immaginario collettivo non si è forse reso conto, forse perché poco nota la zona dove è stata realizzata la caserma, che la questione è diventata quantomeno interessante per la visita del Gabibbo, poiché dopo 11 anni un cittadino si aspetterebbe che un’opera così importante per il territorio e per le funzioni del CNVVF sia stata da tempo terminata, pongo il problema in qualità di Consigliere comunale.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Capo Gruppo – Misto, chiede gentilmente di conoscere con la presente interpellanza:
– quali opere edili debbano essere completate per determinare il fine lavori di tutti i corpi della
caserma in questione e quali siano i costi di queste realizzazioni, ovvero se siano già stati
finanziati e appaltati;
– quali servizi e sottoservizi debbano essere completati quali siano i costi di queste realizzazioni,
ovvero se siano già finanziati e appaltati;
– quale sia l’esatto cronoprogramma per terminare queste opere e pervenire al collaudo e
all’inaugurazione della nuova caserma.

Il sottoscritto chiede, altresì, di sapere:
– se corrisponde al vero che alcune reti dei sottoservizi delle nuove palazzine a causa del tempo passato dalla loro realizzazione abbiano già dato segni di vetustà/rottura e, anzi, non siano più funzionali (la cosa sarebbe a dir poco paradossale e non giustificabile);
– se fosse confermata questa tesi, quali sono state le iniziative messe in campo e con quali costi;
– quali azioni prodotte con atti formali dal Comune di Belluno, posto il ruolo della città capoluogo e del fatto che la stessa caserma insista nel territorio comunale per supportare il CNVVF nella finalizzazione degli interventi;
– se siano stati calcolati i danni subiti indirettamente dallo stesso Comune di Belluno per non aver potuto alienare, ovvero destinare ad altra funzione l’attuale caserma di Via Gregorio XVI di proprietà dello stesso Comune;
– quali azioni intenda intraprendere ora il Comune di Belluno per dare dignità al CNVVF e
permettere di rendere immediatamente agibile, quindi funzionale la nuova (vecchia se va avanti così) di Marisiga;
– infine, cosa di minor conto, intende conoscere se il Comune di Belluno come già segnalato
all’Assessore ai LL.PP. nel corso del 2018 intenda predisporre almeno i punti luce da Via Prade e sino all’ingresso della nuova caserma per garantire la pubblica illuminazione e un consono accesso.

Chiosa finale dopo 11 anni dalla consegna lavori.
Fa strano, strano almeno allo scrivente, che nel corso di questi anni, nei quali si sono
succeduti Governi di opposte maggioranze, nessuno abbia pensato di prendere di petto questo problema con assoluta continuità e caparbietà.
È davvero un problema, infatti, se dopo tutti questi anni e dopo che abbiamo sentito e letto
le più svariate enunciazioni sul fine lavori/inaugurazione, siamo ancora in questa situazione di stallo pesantissima che rischia di pregiudicare la sicurezza del nostro territorio, già endemicamente fragile.

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