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E’ morto Giovanni Bortot, già deputato del Pci e sindaco di Ponte nelle Alpi. Lotto: “Se ne va un politico autentico, sempre attento al bene comune”

Giovanni Bortot

Belluno, 10 luglio 2020    Ieri sera, dopo una vita dedicata alla militanza, alla politica, all’amministrazione, è morto Giovanni Bortot, già sindaco di Ponte nelle Alpi e deputato del PCI.

«Negli anni in cui il partito ha intrapreso tante trasformazioni, Giovanni Bortot ha continuato a portare un contributo lucido, mai fazioso, sempre costruttivo e attuale. Se ne va un punto di riferimento, un uomo che ha vissuto la politica in modo autentico e che ha insegnato molto» afferma la segretaria provinciale del partito democratico, Monica Lotto.

L’intera comunità bellunese gli è debitrice per le sue battaglie civili, sociali e per lo straordinario contributo all’identità del territorio e alla dignità delle persone.

Lavorò all’elaborazione di leggi che favorirono gli insediamenti produttivi e la ricostruzione dopo il disastro del Vajont e l’alluvione del 1966. Lottò per la modifica della legge sulla silicosi, malattia che mieteva moltissime vittime tra i lavoratori, anche in giovane età. Portò avanti battaglie per la difesa e la messa in sicurezza del territorio, contro le speculazioni e a favore del bene comune.

«La politica per lui non poteva prescindere dall’incontrare le persone, ascoltarne le preoccupazioni, capirne le necessità. Questo anche il senso della Festa de l’Unità del Pus a lui tanto cara. L’impegno del partito democratico, della fondazione società bellunese e di tutti i volontari proseguirà nel nome della grande tradizione da cui proveniamo, ma con lo sguardo rivolto al futuro» prosegue la segretaria democratica.

No, non solo il Partito Democratico o la sinistra. Ogni donna e ogni uomo di questa provincia deve un pezzo della propria storia a Giovanni.

La comunità democratica provinciale tutta si stringe alla moglie Beppina e alla figlia Tiziana.

«Con Giovanni Bortot perdiamo una figura storica e importantissima per il Bellunese. Un politico capace, un uomo dai forti ideali e una persona che ha sempre creduto nel nostro territorio e nei bellunesi». Così in una nota di cordoglio il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, raggiunto dalla notizia della morte dell’ex sindaco di Ponte nelle Alpi, già deputato della Repubblica.
«La scomparsa di Giovanni Bortot ci lascia un vuoto incolmabile. Ha rappresentato una pagina di storia non solo per Ponte nelle Alpi, ma per l’intera provincia. La sua azione politica, e la sua stessa vita, al di là degli ideali che ha sempre difeso con convinzione, è stata caratterizzata da una grande tenacia e dal forte senso di appartenenza al territorio bellunese, che ha difeso sempre con impegno e abnegazione, specialmente negli anni difficili del dopo Vajont. Nei giorni della tragedia, fu vicino alle nostre comunità colpite, dando subito sostegno e aiuto anche come soccorritore. Giovanni Bortot ha sempre partecipato attivamente alla vita sociale del territorio, costituendo un esempio per intere generazioni di amministratori venuti dopo di lui e lasciandoci la testimonianza di una fede incrollabile nei valori della nostra provincia. Da parte mia e dell’amministrazione provinciale, le più sentite condoglianze ai famigliari e ai suoi amici».

“Giovanni Bortot, uomo di Sinistra, Partigiano, grande Sindaco di Ponte nelle Alpi, riconosciuto tale anche dagli avversari, protagonista della storia e delle battaglie per salvaguardia del territorio Bellunese, sempre dalla parte dei più deboli e a difesa della Democrazia, conquistata con la Resistenza. – lo scrive in una nota Roberto De Moliner, segretario dell’Unione comunale del Pd bellunese –
Oggi l’intera Provincia e la politica perde un protagonista della sua storia democratica, un uomo coerente nella sua idea e nell’azione politica fino in fondo, che faceva del dialogo e il contatto diretto con la gente lo strumento essenziale del suo agire, considerando l’avversario politico tale e non nemico, Comunista, Deputato e Senatore della Repubblica.
Oltre al tuo caro ricordo, ci rimangono i tuoi interventi degli ultimi anni alla Festa de L’Unità al Pus, sempre accalorati e puntuali e sempre con lo stesso obbiettivo, difendere il territorio i più deboli e la Democrazia, la tua dolcezza, ma allo stesso tempo la forza nel riaffermare le tue idee, un patrimonio umano e politico importante che ci hai trasmesso i tutti questi anni di militanza di cui tutti noi, nel nostro agire politico, dobbiamo farne tesoro ed attuarlo.
Grazie Compagno Bortot , grazie “Ardito”, per il tuo impegno politico e per la tua coerenza, grazie per averci regalato il bene più prezioso che si chiama Libertà e Democrazia che la difenderemo, come tu hai fatto, fino in fondo, rimarrai nella memoria della gente per quello che eri e per quello che hai fatto.
Esprimiamo alla Famiglia le più sentite condoglianze per la perdita così importate”.

“La scomparsa di Giovanni Bortot lascia un grande vuoto nella comunità bellunese. Una persona devota al territorio, in prima linea per tutelare i diritti dei cittadini e dei lavoratori grazie al proprio lavoro da sindaco di Ponte nelle Alpi e da deputato della nostra Repubblica. A lui va il nostro ringraziamento per il grande impegno umano e politico con cui è riuscito a rilanciare il bellunese, adoperandosi anche per la sicurezza del territorio e per la tutela della salute. Quella di Bortot è una storia di partecipazione e di interesse per il prossimo, un esempio da raccontare alle nuove generazioni. Esprimo la mia vicinanza alla sua famiglia”.

Lo dichiara in una nota il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

 

L’Abm ricorda Giovanni Bortot. De Bona: «Da parlamentare si spese per modificare la legge sulla silicosi

Giovedì 9 luglio, all’età di 91 anni, è morto Giovanni Bortot, già sindaco di Ponte nelle Alpi e deputato del PCI. E proprio nella sua veste di deputato si è speso per la tutela del minatore. «Fu infatti uno degli autori alla modifica della legge sulla silicosi – le parole del presidente Abm Oscar De Bona – e per far meglio comprendere le problematiche mediche relative a questa malattia convocò a Roma, per un’audizione in Parlamento, il dottor Valentino Dal Fabbro». L’Associazione Bellunesi nel Mondo lo ricorderà in occasione della prossima edizione del premio internazionale “Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero».
Nacque a San Fior (Treviso) il 14 ottobre 1928. La sua famiglia, originaria di Quantin, aveva una piccola azienda agricola. Pur avendo frequentato solo le elementari, Bortot emerse per il buon senso e lo spirito d’iniziativa. Partecipò alla Resistenza e, finita la guerra, fu operaio edile per due anni nei cantieri di perforazione delle gallerie dell’impianto idroelettrico Piave-Boite-Vajont, partecipando alle lotte sindacali e politiche. Si iscrisse al Pci nel 1945 e ne divenne funzionario nel 1951. Fu eletto deputato nella V e VI legislatura. Ultimata l’esperienza romana Bortot continuò a impegnarsi nell’amministrazione del comune di Ponte nelle Alpi nel cui consiglio comunale entrò nel 1956 e dove fu più volte sindaco e assessore. Rimase in Comune fino al 2004, ma anche dopo il suo ritiro partecipò a numerose manifestazioni pubbliche e a svariate attività del Partito democratico.

 

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