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sabato, Agosto 8, 2020
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Dai vigneti alla tavola una storia che nasce in Veneto, passa dalla Toscana e torna tra le montagne bellunesi, a Val di Zoldo, alla Locanda Tana de ‘l Ors

 

Caterina Sacchet

“Abbiamo racchiuso l’emozione e l’ebbrezza di un buon vino e di un buon piatto, la gioia di ritrovarli insieme e condividerli in un abbinamento simbolo di una lontana amicizia e di un’affinità tra i frutti della terra, le persone, i luoghi”. Lo racconta Caterina Sacchet, enologa e produttrice con Antonio Mario Zaccheo, della Carpineto Grandi Vini di Toscana.

I luoghi sono quelli della Val Zoldana nel Bellunese, un territorio d’eccellenza ambientale e paesaggistica ma anche gastronomica, un territorio segnato dalla maestosa presenza delle Dolomiti.

Le persone sono suo padre, Giovanni Carlo Sacchet, fondatore con Zaccheo alla fine degli anni Sessanta della Carpineto, oggi blasonata azienda toscana firma dei grandi rossi, tuttora delle due famiglie amiche, e i fratelli Votta, Alessandro e Fabrizio, patron del ristorante La Tana de ‘l Ors di Val di Zoldo con lo chef Nicola Campus. Enologo per vocazione Giovanni Carlo Sacchet, innamorato della Toscana ma originario proprio di questa terra, Castellavazzo a due passi da Longarone.

La Tana, un ristorante di montagna, anzi una casa di montagna, culla di un’accoglienza tipica di qui, calda e sincera, garbata ed intima, che Sacchet amava molto e frequentava nelle sue frequenti fughe dalla Toscana per raggiungere la montagna.

“Già perché il legame con la sua terra – ricorda Caterina – è sempre stato molto intenso, tanto da trasmetterlo fortissimo anche a noi figlie che invece siamo nate in Toscana. Io e mia sorella continuiamo sempre a frequentare quei posti, appena possiamo scappiamo su, soprattutto in Valzoldana. Io più volte ho pensato che la mia vita un giorno potrà essere proprio in montagna.”

Passeggiate, trekking sulle cime, più spesso sciate, finivano tutte a tavola per Giancarlo Sacchet, e molto spesso proprio a La Tana. E poi era un lungo chiacchierare degustando i vini in abbinamento, vini del territorio che amava molto, lui diplomatosi enologo alla scuola di enologia di Conegliano. Ma anche i vini fatti da lui, che nel 1994 conquistò il titolo di miglior enologo dell’anno di IWSC, per i quali Alessandro e Fabrizio, ma soprattutto lo chef, anche sommelier, hanno sempre avuto una passione. Tanto da averne parecchi in Carta e tanto per lo chef da essere anche privatamente un collezionista con una cantinetta Carpineto ben fornita dei migliori rossi e in diverse annate.

E allora proprio da questa lontana affinità di gusti, condivisione di ricordi e sempre forte passione per la montagna più vera, fuori dai circuiti di massa, è nata l’idea di provare una ricetta e un abbinamento d’elezione da realizzare oggi. Una sintesi felice di materie prime eccellenti esclusivamente del territorio in un’ottica di cucina sostenibile in sintonia con anche un turismo sostenibile e dalla forte identità, e un vino scelto in una ricercata produzione limitata, annoverato spesso tra i capolavori enoici.

 

 

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