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sabato, Agosto 8, 2020
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Sabato al Fulcis ore 20.45 il terzo e ultimo appuntamento ‘A casa di Dino’.

Chiostro Palazzo Fulcis

“A Casa di Dino” chiude il sipario sabato 4 luglio nel cortile interno di Palazzo Fulcis con uno spettacolo dal titolo “Professoresse meccaniche scendono in città”, che avrà inizio alle 20.45.

Alcune misteriose “professoresse” scappano da un libro e prendono vita sul palco per raccontare le mostruosità delle loro giornate scolastiche in un fantasmagorico intreccio di situazioni surreali che tuttavia ricordano la vita di tutti i giorni.

Legge e strepita Laura Portunato, suona e starnazza Sandro Del Duca.

Uno spettacolo neo-patafisico e para-buzzatiano tratto da un libro “spassoso, elettrico, ironico e paradossale” di Alfonso Lentini: “Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola”, edito da Graphofeel.

Frullando insieme atmosfere buzzatiane, fantascienza e ironia, in questo suo nuovo libro Lentini ci racconta storie strampalate come quella di una “suonatrice di arcobaleni” che si aggira per le vie di Belluno per cercare notizie di una certa Santa Rita che avrebbe miracolosamente cacciato le “formiche mentali” dal cervello di un tipografo di Polpet. O come la storia di tre “professoresse meccaniche” che vengono fabbricate in fretta e furia per sostituire quelle in carne e ossa uccise nei bombardamenti di una guerra che imperversa da secoli. E poi: scuole poste in una valle priva di onde sonore, scuole speculari costruite sulle sponde opposte di due fiumi, scuole in miniatura che riprendono vita dopo cento anni nella camera da letto di un collezionista. Improbabili professori insegnano materie come Lucore Lunare, Canto Inverecondo, Lingua Lillipuziana, Brividologia, Metafisica Elettrica. Professoresse volanti viaggiano in stormi con la borsa a tracolla. Vicende surreali che tanto in comune hanno con quanto accaduto realmente in questi mesi alla scuola, dove insegnanti e ragazzi hanno, di punto in bianco, smesso di vedersi e si sono trovati costretti ad ingegnarsi per mantenere legami e contatti da “sponde di fiumi opposte e valli lontane” imbrigliati da reti internet inesistenti.

Il libro, valorizzato in quarta di copertina da una frase augurale di Emanno Cavazzoni, è stato recentemente presentato a Roma con interventi di Carola Susani e Francesco Randazzo.

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Le Professoresse Meccaniche

«Autentica Animaccia Scribens da bestiario medievale della miglior fattura, Alfonso Lentini ha prodotto una raccolta riuscita, matura al punto giusto da cadere – come il classico esempio della pera docet – fuori dalla realtà letteraria odierna, cioè nel mezzo del campo riarso e spoglio della buona narrativa: la poca che ancora oggi resista e continui ad offrire al lettore avvincenti, calibrati voli pindarici senza vuoti d’aria – ogni parola quanto basta e al punto giusto, niente perdite di tempo qui – e che ridendo castiga mores, ossia esamina la vera aberrante realtà d’ogni giorno, seppur caricata con tinte forti e iperboli a descrivere scenari da fantascienza antiutopistica.

Insomma: oasi di leggiadra e un po’ allucinata (Buzzati e Dick in esergo) finezza, nel deserto dell’abbrutente realismo; storie intelligenti, originali e ben strutturate, ricamate all’uncinetto. No. Niente psicoqualcosa, né sentimenti a buon mercato, qui, ma divertimento intelligente che stimola il senso critico del lettore senza urlare, o sfruttare i terremoti interiori della nostra traumatizzata epoca di pseudosofferenze ben descritte, né tanto meno ferire e oltraggiare la sensibilità dei lettori.» Sergio Sozi

«Di volta in volta, di futuro in futuro, di aula in aula, l’importante è il momento della sorpresa, che tiene sempre sveglio il lettore per coinvolgerlo in una lezione di intelligenza.». Francesco Muzzioli

 

 

Laura Portunato

Dal  1989  fa  parte  della compagnia bellunese  “ Bretelle  Lasche”, grazie alla quale ha partecipato come attrice a molte produzioni teatrali che spaziano dal genere comico a quello drammatico, dal classico al contemporaneo, sotto la guida di registi come Eugenio Allegri, Eleonora Fuser, Chiara Becchimanzi.

Da anni in veste di docente cura laboratori di teatro per le scuole, ma soprattutto di lettura espressiva rivolti a docenti e studenti.

Assieme alla compagnia Bretelle Lasche è ideatrice di rassegne culturali, tra le quali “Leggerelesere”, manifestazione che dal 2005 ha luogo ogni estate nel centro storico di Belluno.

  

Sandro Del Duca

Inizia lo studio del flauto dolce all’età di 10 anni, sotto la guida dei maestri Renzo Bez e Delio Cassetta. Nell’ambito della musica antica e classica ha al suo attivo numerosi concerti in Italia e all’estero. Ha collaborato con l’Orchestra da Camera di Belluno e con altre formazioni locali. Con Andrea Da Cortà ed il gruppo “Al Tei”, si occupa della valorizzazione del repertorio musicale tradizionale, praticando, oltre al flauto dolce, il canto e svariati strumenti a fiato popolari. Ha partecipato a spettacoli teatrali in collaborazione con Loris Tormen. Con “La Compagnia del Bel Bambin” ha pubblicato 5 cd e successivamente altri due (allegati ai libri dello scrittore Federico Velluti). Più recentemente, ha dato vita al gruppo “Ta Italakia” che rivolge la sua attenzione al repertorio tradizionale greco. Un ulteriore impegno è con l’Orchestra Popolare delle Dolomiti. Nel 2014, insieme a Pina Sabatini ha realizzato l’album “Silene”, un viaggio nella canzone popolare europea reinterpretata alla luce dell’estro creativo della coppia. Nel settembre del 2015 ha pubblicato “SDD”, il suo primo cd da solista.

 

 Alfonso Lentini.

È nato in Sicilia, ma dalla fine degli anni Settanta vive a Belluno, dove per molti anni si è dedicato all’insegnamento. Animatore di numerose iniziative culturali, si occupa principalmente di scrittura e arti visive. Formatosi nel clima delle Neoavanguardie del secondo Novecento, attualmente è fra i principali collaboratori della rivista di scrittura online “Il Cucchiaio nell’Orecchio”.

Fra i suoi libri: “Piccolo inventario degli specchi”, “Un bellunese di Patagonia”, “Cento madri” (vincitore del premio “Città di Forlì”), “Luminosa signora”, “Illegali vene”, “Tre lune in attesa” (vincitore del premio Formebrevi), “Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola” (Graphofeel, 2019).

La sua prima mostra personale risale al 1976.

Nel 2013 ha realizzato a Belluno, insieme ad Aurelio Fort, l’installazione urbana “Resistere per Ri/esistere”.

 

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