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venerdì, Luglio 10, 2020
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Sulla tracce di Napoleone Cozzi (Trieste 1867-Monza 1916) di Corrado Franceschini

 

Torre Trieste

La maggior parte dei frequentatori del monte Civetta, conosce, chi più chi meno, le vicende alpinistiche del triestino Napoleone Cozzi. Per coloro però che di questo alpinista conoscono solo il nome, per ricordarlo, basta guardare le due grandi ed eccelse torri che si vedono dalla Val Corpassa, raggiungibile per la strada che parte dal paese di Cencenighe agordino verso la Civetta.
Le due grandi torri sono la Torre Venezia e la Torre Trieste. Entrambe salite per la prima volta da arrampicatori triestini guidati da Napoleone Cozzi nel 1909-10. Ricordiamo la famosa “squadra volante”, così ben descritta nel libro “Civetta” di Giovanni Angelini, composta da Napoleone Cozzi, Alberto Zanutti, Tullio Cepich e Antonio Carniel. Caratteristica di questa squadra, attirata dal Civetta come dalle sirene, è che fu uno dei primi gruppi alpinistici cosiddetti “senza guide”. A quei tempi infatti era considerato raro e da “matti” avventurarsi nelle cattedrali gotiche dolomitiche, ricche di pinnacoli, senza l’accompagnamento delle “guide”.
C’è anche una piccola coincidente curiosità, nel senso che Napoleone Cozzi nasce a Trieste nel 1867, l’anno in cui la Civetta viene salita per la prima volta con intento alpinistico da Francis Fox Tuckett con le guide svizzere Melchior e Jacob Anderegg (due cugini), accompagnate dal cacciatore di camosci cadorino Simeone De Silvestro detto “Piovanel”.
Ma c’è anche un’altra vicenda importante di quel periodo che dimostra il carattere particolare di quel gruppo di alpinisti. Anche questa impresa, ben redatta da Angelini e accompagnata dagli acquerelli dello stesso Cozzi, riguardava la ricerca di un alpinista disperso nell’alta valle in cui si penetra proprio tra le due gigantesche torri dolomitiche.
L’alpinista disperso era Giuseppe De Gasperi. Successivamente il suo nome fu dato a quella cima che sembra una enorme torre antica, ben visibile da Alleghe, leggermente a sinistra della cima “Su Alto”, e che sembrava di toccare da quel famoso spigolo che ora non c’è più, franato con il ricordo della via alpinistica aperta da Georges Livanos e Robert Gabriel nel settembre del 1951.
Torniamo a noi: Cozzi e Zanutti quando vengono a sapere dell’ardita spedizione e del fatto che non si hanno più notizie di De Gasperi, decidono di partire alla sua ricerca e risalgono la valle a destra della Torre Venezia (Val dei Cantoni) fino a raggiungere il margine del ghiacciaio (a quel tempo il ghiacciaio, come ben sappiamo oggi a causa delle riduzioni o peggio la scomparsa di tutti i ghiacciai, era molto più grande) e l’azione di Giuseppe De Gasperi era considerata temeraria: tentare da solo di raggiungere la cima della Civetta risalendo il ghiacciaio (che gli abitanti del luogo chiamano ”giazzèr”). De Gasperi fu quindi nel luglio del 1907 la prima vittima alpinistica del monte Civetta: Cozzi e Zanutti lo ritrovarono caduto in un crepaccio e gli acquerelli stampati sul libro di Angelini illustrano il recupero del corpo. Da notare che la prima ascensione della Cima De Gasperi avvenne per mano proprio del bravo Giovanni Angelini insieme a un compagno di arrampicata.
Questi ricordi sono dovuti alla sorpresa avuta un anno fa bevendoi un caffè a Trieste. Un semplice caffè che ha risvegliato in me ricordi e fantasie di quando fin da ragazzino frequentavo questo monte, al quale ogni anno ritorno. In questo caffè storico di Trieste, il Caffè San Marco, mi è venuto il desiderio di sfogliare un libro che parlava della storia del locale e tra le pagine mi è comparsa proprio una foto di Napoleone Cozzi, con i suoi baffi neri. Solo che il libro non parlava di Cozzi alpinista, ma del fatto che egli tirava di scherma e che faceva parte del gruppo “Società Ginnastica Triestina”, una società sportiva molto importante in quel periodo, fondata nel 1863 e di cui Napoleone Cozzi fu nel 1900 presidente e istruttore. Davanti all’immagine di Cozzi mi è venuto da pensare: “chissà quante volte ha frequentato questo caffè lo scrittore di montagna Spiro Dalla Porta”, un nome famoso, non solo come scrittore ma anche come alpinista. E a proposito, nel 1975, mi trovavo con i miei cugini e una mia zia al laghetto del Coldai proprio la mattina dell’incidente che egli subì arrampicando sulla torre Coldai, sopra la grande cengia che si può individuare tirando una retta che parte dalla base del ghiaione (anni fa sopravviveva un piccolo nevaio che ora non c’è più) e sale fino alla sommità della torre.
Ma non è tutto, un nuovo incontro con Napoleone è avvenuto sempre nella città di Trieste durante la visita al museo Revoltella, dove mi sono imbattuto invece nel Cozzi artista. Infatti egli viene ancora oggi considerato uno dei migliori decoratori d’interni della città. Alcune sue decorazioni riguardano anche il Caffè San Marco di cui vi ho parlato prima, il Teatro Rossetti e anche la Sala d’armi (scherma) della Società Ginnastica e altri luoghi lungo l’Istria. Le opere del museo Revoltella dimostrano tutta la sua bravura e la sua grande cultura volte al nuovo stile, il cosiddetto “Liberty”. Insomma è stato bello incontrare per puro caso un personaggio che per gli ammiratori della Civetta rappresenta da sempre un amico di lunga data.
Corrado Franceschini

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