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venerdì, Luglio 10, 2020
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Interventi di soccorso in montagna

Belluno, 27 – 06 – 20   Questa mattina attorno alle 9.30 l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato a Borca di Cadore in località La Chiusa, dove, arrivata a un ponte di legno lungo la ciclabile reso scivoloso dalla pioggia, una donna ha perso il controllo della mountain bike ed è caduta sbattendo la testa. Sbarcati con un verricello di 30 metri, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure a N.B., 48 anni, di Belluno, per un sospetto trauma cranico. Dopo essere stata imbarellata, l’infortunata, che si trovava con la famiglia, è stata imbarcata con il supporto di una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore e trasportata all’ospedale di Belluno.

Verso mezzogiorno l’eliambulanza è decollata in direzione di Fonzaso, per un secondo incidente ciclistico. Scendendo dal Monte Grappa verso Caupo sulla Strada Cadorna, infatti, un uomo era andato dritto a un tornante con la bici finendo 20 metri oltre su un prato e sbattendo la testa. Calati con 45 metri di verricello, tecnico di elisoccorso, medico e infermiere si sono presi cura di D.Z., 46 anni, di Padova, che era incosciente a seguito di un probabile grave trauma cranico. Lo hanno quindi imbarellato e con l’aiuto di una squadra del Soccorso alpino di Feltre lo hanno issato a bordo sempre utilizzando il verricello, per accompagnarlo all’ospedale di Treviso. In entrambi i casi era presente anche l’ambulanza.

Poco prima di mezzogiorno invece, ambulanza e Soccorso alpino di Belluno sono stati inviati in Valle del Mis, a Sospirolo, per un malore sul sentiero dei Cadini del Brenton. Una volta sul posto però i soccorritori non hanno trovato la persona, che si era ripresa e allontanata senza aspettare.

Alle 13.30 circa una squadra del Soccorso alpino di Cortina è intervenuta sopra il Lago Ghedina per un ciclista caduto dalla propria mountain bike. Tre soccorritori hanno raggiunto P.F., 40 anni, di Treviso, che aveva riportato un probabile trauma alla spalla, lo hanno caricato sul fuoristrada e accompagnato al rendez vous con l’ambulanza.

Alle 15 i proprietari di un Terranova hanno chiesto aiuto perché, arrivati quasi in cima a Forcella Giau percorrendo il sentiero numero 464, il cane, una femmina di 60 chili, si era accasciata, probabilmente per la stanchezza, e non si muoveva più. In accordo col padrone – un uomo di Bergamo – dopo aver imbarcato il conduttore di un’unità cinofila del Soccorso alpino, ha provveduto al recupero l’elicottero dell’Air Service Center atterrato nelle vicinanze. La cagnolona, che fa parte di un’unità cinofila di salvataggio in acqua, è stata sollevata di peso e caricata a bordo per essere poi trasportata assieme ai proprietari fino al Passo.

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