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mercoledì, Luglio 8, 2020
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In piazza dei Martiri si celebra la Festa della Repubblica. In stazione va in scena la brodaglia in salsa leghista

Stop sanatoria clandestini, aiuti per commercianti artigiani partite Iva, studenti paritarie invisibili, studenti universitari invisibili, pace fiscale e stop cartelle, flat tax e fiducia alle imprese, democrazia zero e poteri ai sindaci.

E’ quanto recitano i cartelli dei manifestanti che questa mattina si sono riuniti di fronte alla stazione ferroviaria di Belluno. Pochi per la verità. Perché tolti gli organizzatori, quelli insomma che dovevano esserci per reggere cartelli e bandiere, non c’era il pubblico, quello vero. I bellunesi evidentemente hanno ignorato l’iniziativa di matrice leghista, sovranista, indipendentista. Una protesta fondata su una brodaglia lunga, in cui ci hanno messo di tutto e di più.

E’ successo questa mattina, il 2 giugno, mentre in piazza Martiri il prefetto andava a celebrare con la sobrietà dettata dalle misure precauzionali del distanziamento la Festa della Repubblica.

Inutile dunque l’appello del capo dello Stato Mattarella che ieri aveva chiesto unità e coesione. A chi? A tutte le compagini politiche che siedono in Parlamento evidentemente.
E d’altra parte cosa ci si poteva aspettare da un leader politico che un anno fa da ministro della Repubblica aveva disertato la celebrazione e sette anni fa ebbe a dire ai suoi che il 2 giugno “non c’è un cazzo da festeggiare”?

Quel centrodestra, insomma, che un tempo eravamo abituati a vedere a fianco delle istituzioni, oggi, essendo all’opposizione, non trova nulla di meglio da fare che mettere in atto iniziative estemporanee, slegate dal contesto, senza un preciso filo logico, assimilabili a mere azioni di disturbo.

(rdn)

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta del commissario della Lega bellunese e consigliere regionale Franco Gidoni che si dichiara sorpreso dal contenuto dell’articolo e precisa quanto segue.

“Ritengo fuorviante il contenuto dello stesso. Quando Lei definisce i manifestanti “Pochi per la verità. Perché tolti gli organizzatori, quelli insomma che dovevano esserci per reggere cartelli e bandiere, non c’era il pubblico, quello vero. I bellunesi evidentemente hanno ignorato l’iniziativa di matrice leghista, sovranista, indipendentista.” dimentica che la manifestazione era autorizzata per 50 persone in ossequio alle vigenti disposizioni di legge. La rassicuro che avremmo potuto fare una manifestazione di ben altra portata.
In quanto poi all’affermazione “Una protesta fondata su una brodaglia lunga, in cui ci hanno messo di tutto e di più.” ciò lascia trasparire una Sua personale posizione antileghista che La porta lontano da ciò che il paese oggi chiede permettendosi di definire “brodaglia” temi oggi portati all’attenzione in un centinaio di piazze italiane”.

Spiace dover intervenire su una affermazione imprecisa del commissario della Lega bellunese e consigliere regionale Franco Gidoni.

Non è vero che la manifestazione era stata autorizzata con la limitazione di un massimo di 50 persone. La Questura di Belluno non ha posto alcuna limitazione al numero di partecipanti. E’ stato il richiedente, l’organizzatore, quindi presumo un incaricato della Lega, che nel preavviso inoltrato ai sensi dell’art. 18 TULPS alla Questura ha comunicato che sarebbero state presenti 50 persone. In realtà erano presenti circa 30 persone.

Roberto De Nart

 

 

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