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mercoledì, Luglio 8, 2020
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Nevegal, basta rimpalli! De Moliner: “Non vorremmo che la proposta Gidoni in Regione finisse come la Legge 25/14 sulla autonomia della Provincia di Belluno, approvata ma mai attuata”

Roberto De Moliner

“Crediamo che sulla vicenda Nevegàl debba essere fatta chiarezza sulle intenzioni che hanno la Regione e il Comune di Belluno. Non è possibile, ed è amministrativamente scorretto nei confronti degli operatori del Colle e i cittadini, che all’inizio di una stagione, che vede privilegiata la montagna e quindi anche il Nevegàl, non avere ai primi di giugno certezze sull’apertura degli impianti e un piano di programmazione”.

A dirlo è il segretario dell’Unione Comunale del Partito democratico di Belluno Roberto De Moliner.

“Il continuo rimpallo delle responsabilità oramai sta stufando ed è poco credibile! L’impressione è che nessuno dei due attori abbia un reale interesse sul rilancio in tempi brevi. Per conto della Regione le imminenti elezioni regionali giocano un ruolo importate, come al solito, con promesse e assicurazioni che poi rimangono tali. Non vorremmo che la proposta di legge presentata dal consigliere regionale leghista Gidoni, dove sono previste soluzioni e investimenti importati, condivisi anche da noi, facesse la fine che sta facendo la Legge 25/14 sull’autonomia della Provincia di Belluno, approvata ma mai attuata.
Il Comune scarica le colpe sulla Regione, reo di non aver ancora predisposto un piano di investimenti, le cui linee guida  sono dettate nell’agenda “progettanevegàldomani” redatto dagli stessi operatori del Colle sotto la regia di Irma Visalli, promosso a suo tempo dal Circolo PD del Castionese e condiviso da tutto il Partito Democratico.
Oggi, con l’inizio della stagione e i flussi visti nei fine settimana scorsi, l’urgenza è sicuramente quella dell’apertura della seggiovia e la predisposizioni in tempi rapidi del progetto industriale per il rilancio del Nevegàl, con l’assegnazione dell’incarico ad un professionista, il cui bando però ha tempi di assegnazione troppo lunghi e non corrispondono alla necessità del momento. Riteniamo importanti e da cogliere, le disponibilità degli ultimi giorni da parte della Provincia e della società Unifarco. E’ necessario lanciare una campagna di promozione dove il Colle, e il resto del territorio comunale, sono declamati luoghi di benessere e della salute psico fisica.
Ci chiediamo per quanto tempo dobbiamo assistere a questo scarica barile di responsabilità. Riteniamo che in questo momento particolare, che investe anche gli operatori e l’indotto collegato al colle, non ci sia bisogno di questo. Quello che serve è predisporre un piano per il rilancio attuando condizioni che invoglino futuri potenziali investitori. Ecco quindi il ruolo che debbono assumere nei prossimi giorni la Regione e Il Comune. Soprattutto quest’ultimo, che in questo momento riveste un ruolo centrale. Per questo chiediamo in modo fermo, che vengano assunte e attuate azioni e scelte puntuali e immediate, e chiare, come la riapertura della seggiovia, per incidere e obbligare la Regione ad attuare quello che ha promesso.

Dei 12 milioni di Euro previsti vorremmo sapere quanti, e se saranno investiti veramente dalla Regione, visto che per il momento si parla solo di 500mila euro. Inoltre, dei 97,7 milioni trasferiti dal fondo di rotazione sul bilancio regionale per destinarli a contributi per gli impianti a fune, quanti saranno destinati per le cosiddette stazioni minori, come è considerato il Nevegàl e quanti ne saranno destinati?
Per il Nevegàl e per la montagna – conclude De Moliner – ci vorrebbero provvedimenti analoghi a quelli fatti dalla Regione Emilia Romagna, 20 milioni di euro stanziati con lo scopo di mantenere la gente in montagna. Anche la nostra provincia necessita, soprattutto in questo momento, di finanziamenti finalizzati il sostegno all’occupazione, la sanità, la mobilità, alla ristrutturazione delle case di abitazione, garantire quindi i servizi essenziali, cose che per attuale necessitano in primis di una sensibilità particolare nei confronti della montagna, riconoscendoci gli stessi diritti e servizi di chi vive in pianura, sensibilità che al momento non riconosciamo in chi ci governa da oltre vent’anni il Veneto”.

 

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