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Asilo di Levego. Le precisazioni della Cooperativa Kairos

Al Sindaco del Comune di Belluno
Ai Signori Genitori dei bambini iscritti
all’Asilo Nido Integrato di Levego
Agli Organi di Stampa

Roma, 25 Maggio 2020
Oggetto: lettera inviata al Sindaco del Comune di Belluno e agli organi di stampa pubblicata in data odierna

Prima ancora che prendessi visione degli articoli apparsi stamane sulla stampa, circa la lettera inviata dai genitori dei bambini dell’asilo nido integrato di Levego, ho avuto uno scambio telefonico con il Sindaco in relazione ai contenuti degli articoli e alla posizione della scrivente Azienda. Ciò premesso, ho premura di condividere con voi alcune riflessioni, utili a capire la situazione.

Preso atto che l’Ordinanza n.50 del Governatore Zaia recita testualmente al comma d): dal 1° giugno 2020 è ammessa la ripresa della seguente attività nel rispetto delle ocrrispondenti schede dell’allegato 1:
1. servizi per l’infanzia e adolescenza 0-17 anni (attività organizzate da soggetti pubblici e privati per la socialità e il gioco a carattere diurno per bambini e adolescenti), la Kairos si è immediatamente adoperata a progettare la ripresa delle attività dei servizi educativi – in particolare nel Bellunese, predisponendo le azioni di formazione, informazione sulla sicurezza e riprogettazione degli spazi, necessarie allo scopo.
In data 25 Maggio lo scrivente ha mandato una nota via pec sia al Comune di Belluno – Area Politiche Sociali, sia alla ULSS n.1 Dolomiti, per notificare la pronta disponibilità della scrivente azienda, ai sensi dell’art. 48 comma 2 della Legge 27/2020, che, ricordo, prescrive l’immediata disponibilità dei gestori di servizi educativi pubblici, come il nostro, alla riapertura, comunicando le azioni messe in campo dalla Kairos e contestualmente la richiesta agli enti in indirizzo, di eventuali ulteriori prescrizioni da mettere in atto per una ripresa in sicurezza dell’attività.
Con le famiglie, già da diverse settimane, ancora prima dell’emissione della ordinanza regionale in parola, la Kairos ha avuto un costante dialogo con le famiglie dei bambini, con le quali non è mai mancata la vicinanza e l’apporto professionale durante l’emergenza sanitaria, e ha raccolto – come evidente per tutti noi – la forte richiesta di riattivare i servizi, non solo per meglio conciliare i tempi di vita e di lavoro dei genitori, ma soprattutto per lenire i grandi danni che l’isolamento forzato sta arrecando ai bambini, in particolar modo quelli più piccoli.
Il giorno successivo alla missiva, ho ricevuto una chiamata dal funzionario responsabile del servizio educativo, alla presenza del consigliere delegato alle politiche sociali e alla coordinatrice pedagogica comunale, durante la quale ho manifestato tutte le problematiche che stiamo vivendo, con particolare riferimento alla volontà di riprendere a lavorare.
Durante la chiamata, ho appreso che il Comune di Belluno – come le altre amministrazioni comunali – attende di coordinarsi con l’autorità sanitaria locale per una ripresa corretta dei vari servizi, inclusi quelli relativi alla fascia interessata dall’utenza del nido integrato di Levego (atteso che i servizi educativi dedicati alla fascia 0-3 su tutto il territorio nazionale
sono gli asili nido, le sezioni primavera e gli spazi/centri gioco, e non ne esistono altri, in riferimento all’Allegato A dell’ordinanza in parola. Le ludoteche infatti, sono destinate a bambini di età superiore): al termine di questa conversazione ho immediatamente comunicato alla mia referente, la dott.ssa Gardin, l’intenzione del Comune di Belluno di attendere la riapertura a fronte delle statuizioni da intraprendere con la ULSS di zona.
Questa è stata la nostra comunicazione alle famiglie e non altro.
Lo scrivente e tutta la Cooperativa che opera onestamente a Belluno dal Luglio 2016 non hanno promosso, né incitato alcuna rimostranza – ancorché sulla stampa – contro l’Amministrazione Comunale, con la quale io stesso ho sempre intrattenuto corretti rapporti istituzionali, fondati sul rispetto reciproco e in ordine alle obbligazioni contrattuali assunte, e pertanto, mi corre l’obbligo di scrivere con chiarezza, che né io, né i miei lavoratori, abbiamo bisogno di nasconderci dietro le famiglie, o di mandare avanti persone al posto nostro, soprattutto oggi.
Quando ho avuto notizia che i genitori volevano inviare una comunicazione al Sindaco – e non alla stampa – ho correttamente informato la coordinatrice Gardin – che intrattiene rapporti diretti con i genitori – che il Comune aveva, e ha, necessità di attendere l’emissione dei provvedimenti dell’autorità sanitaria locale, come testimoniano le comunicazioni scritte agli atti dell’azienda e trasmesse anche al Sindaco per le vie brevi, a testimonianza – qualora occorresse – della buona fede di chi scrive.
Necessità che è evidentemente condivisa nel principio, ma che impegna tutti gli attori a individuare in tempi stretti ogni modalità utile a cogliere l’obiettivo della riapertura, nell’interesse di tutti, bambini, famiglie, lavoratori del setto, enti locali.
In questa mia lettera aperta e accorata, colgo l’occasione per comunicare che NOI SIAMO ALLO STREMO, sotto ogni punto di vista: morale, psicologico, economico e finanziario. Gli ammortizzatori sociali richiesti fin dal giorno 8 Marzo all’INPS non sono stati ancora neppure lavorati – il che non significa che siamo in attesa di liquidazione – ma devono
essere a oggi ancora autorizzati; l’azienda, a fronte di un mutuo chirografario, preso lo scorso anno per far fronte ai ritardi delle pubbliche amministrazioni nell’erogazione dei fondi (tra queste non c’è il Comune di Belluno che ha sempre fatto fronte con puntualità alle obbligazioni contrattuali), che la Kairos non ha ancora restituito in virtù della moratoria bancaria, ha messo a disposizione su richiesta dei lavoratori (in forza siamo quasi 200) dei prestiti sociali senza interesse e a titolo gratuito per lenire le difficoltà dovute al fatto che a oggi neppure un centesimo è stato versato ai lavoratori a titolo di fondo di integrazione salariale (la nostra cassa integrazione), a fronte delle centinaia di migliaia di euro di tributi che la Kairos versa ogni anno con puntualità all’erario e gli ha permesso in tutti questi anni di onorato servizio, di non avere mai, sottolineo mai, il Documento Unico di Regolarità Contributiva irregolare. A questo aggiungo che, nonostante l’ammortizzatore sociale preveda la quota di 13ma all’interno del fondo di integrazione salariale, nei limiti dei massimali previsti dalla norma, la Kairos sta versando in aggiunta fino a quando sarà possibile, il rateo di 13ma mensile in busta paga direttamente, per dare un minimo di liquidità ai lavoratori.
Noi non chiediamo altro che riprendere a lavorare, per riacquistare la dignità che in questo momento ci è stata tolta: ci sentiamo nudi in mezzo a una piazza piena di gente che ci guarda, impossibilitati a dare il nostro contributo al mondo dell’infanzia e alle famiglie, per la ripresa di una vita ormai segnata e che, ogni giorno che passa, aumenta il peso della
croce che siamo costretti a portare SENZA L’AIUTO DI NESSUNO.
Fa bene il Sindaco quando dice che i servizi educativi sono comunque pagati dal Comune: probabilmente fa riferimento ai servizi di diretta gestione del Comune, atteso che per il nido integrato di Levego – in base al contratto di concessione stipulato – alla Kairos viene corrisposta una quota che comprende solo la parte fissa, esclusa quella variabile, di importo
parziale rispetto agli incassi previsti e il Comune ha correttamente detratto dagli emolumenti che la Kairos deve al Comune di Belluno le spese per l’erogazione dei pasti: al proposito abbiamo richiesto la possibilità di non corrispondere,
limitatamente al periodo di chiusura, la quota dovuta per la locazione del nido di Levego e delle utenze, altrimenti il corrispettivo che il Comune corrisponde alla nostra Azienda, sarà utilizzato per l’80 per cento, per rifondere le spese al Comune stesso, ma sono sicuro che il Sindaco, con la sensibilità che ha sempre contraddistinto il Suo operato nei
confronti del servizio, riuscirà a trovare la giusta soluzione anche a questo problema.
Ribadisco ancora una volta la nostra totale disponibilità per ogni azione, comune, finalizzata a una pronta e sicura ripresa dei servizi educativi.
Non possiamo attendere oltre.
Con stima.
IL LEGALE RAPPRESENTANTE
Dott. Alessandro Capponi

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