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venerdì, Luglio 3, 2020
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Lettera aperta al sindaco di Belluno dai genitori dei bimbi dell’asilo nido di Levego

Egregio Signor Sindaco,
siamo un gruppo di genitori dei bambini che frequentano l’asilo nido di Levego.
Abbiamo appena appreso della sua decisione di posticipare la riapertura dei nidi nel
Comune di Belluno, a data da destinarsi.
In tutti questi mesi abbiamo rispettato scrupolosamente le disposizioni che l’emergenza
sanitaria ha imposto. Come genitori siamo preoccupati del fatto che nessuno si sia posto
seriamente il problema dei bambini, che dall’inizio di questa quarantena, sono di fatto
scomparsi.
Alcuni di noi hanno a disposizione dei bei giardini o spazi privati dove poter giocare con i
bambini e stare all’aria aperta. Altri però questo spazio non ce l’hanno.
Alcuni di noi hanno la possibilità di far incontrare i propri figli con altri bambini. Altri, questa
opportunità non ce l’hanno.
Alcuni di noi hanno la possibilità di contare sui nonni per gestire l’accudimento dei bambini
durante il tempo del lavoro. Altri si ritrovano a fare i salti mortali, se non a dover rinunciare a uno stipendio, con un impatto notevole sullo stress familiare e sulla salute dei piccoli.
Numerosi sono ormai gli appelli e le considerazioni anche di autorevoli firme che mettono in
evidenza come le misure che il governo ha emanato in questi mesi non hanno mai preso in
alcuna considerazione le necessità dei bambini. La situazione di isolamento prolungato e
assenza di opportunità educative rischia di provocare, e in alcuni casi sta già provocando -lo vediamo anche sui nostri figli-, problematiche che compromettono la salute e il benessere dei più piccoli, tra cui alterazioni nel ritmo sonno/veglia, scorrette abitudini alimentari, abuso di tecnologie. Stiamo sottoponendo i bambini a situazioni di stress prolungato, e rischiamo di far pagare loro un prezzo altissimo sul piano della salute mentale.
Aggiungiamo che sono disponibili autorevoli studi tra i quali quello condotto dal dr. Crisanti,
sulla popolazione di Vo’ euganeo, che evidenziano che i bambini dai 12 mesi ai 10 anni sono immuni dal contagio. Poi, come in tutte le malattie, ci sono le eccezioni.
Egregio Signor Sindaco siamo molto preoccupati per i nostri bambini e non comprendiamo
la sua scelta di negare l’apertura dei nidi, così come di negare l’apertura dei parchi pubblici.
In un momento in cui praticamente tutto è ripartito, in cui le persone bene o male si
incontrano, non capiamo il motivo per cui ai bambini viene negato il diritto alla
socializzazione e a servizi educativi di qualità. Non comprendiamo perché, se le condizioni
che consentono l’apertura dei centri estivi e dei nidi è stata individuata, il Comune di Belluno, ritardi tale apertura.
Signor Sindaco, prima di tutto ci farebbe piacere poter conoscere le ragioni della sua
decisione, riteniamo di doverle ai nostri figli. Siamo disponibili a un confronto: certamente lei nella sua decisione avrà tenuto conto di dati e informazioni autorevoli. Vorremmo però che in questa decisione potessero anche partecipare i dati e le informazioni che abbiamo noi genitori sui nostri figli e la loro salute. Ci pare importante, oggi, che le istituzioni sappiano operare il principio del bilanciamento del rischio di una riapertura controllata con il rischio degli effetti, sul piano della socialità e dello sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini.
Certamente la nostra posizione è che le Linee Guida adottate dalla Regione Veneto siano
applicate nel più breve tempo possibile anche per i bambini del Comune di Belluno, città che si definisce “città dei bambini” e a cui certo non mancano spazi verdi in cui svolgere “attività all’aperto”.
Rivolgendole i più cordiali saluti, restiamo in attesa di una sua cortese risposta.

Un gruppo di genitori del nido di Levego

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