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Perarolo di Cadore. Conclusa l’istruttoria del Pat, domani l’approvazione in Provincia

Parco Regina Margherita – Perarolo di Cadore

Sarà portato in consiglio provinciale domani (martedì 26 maggio) il Pat del Comune di Perarolo. Un Piano di Assetto del Territorio che punta soprattutto sulla sicurezza idraulica, sui valori ambientali e paesaggistici, sul recupero e rivitalizzazione dei centri storici, e sulla valorizzazione turistica attraverso la ricettività di piccolo taglio.

CRONOLOGIA
Il Pat in origine era nato come Pati (Piano di assetto del territorio intercomunale) “Medio Piave”, e metteva insieme la pianificazione di Perarolo, Castellavazzo e Ospitale. In seguito, la copianificazione è stata abbandonata e nel 2016 il Comune di Perarolo ha adottato il documento, inviato alla Provincia per la definitiva approvazione nell’agosto 2019. A seguito della richiesta di alcune integrazioni del piano comunale (ai fini della sua completa istruttoria), il Comune ha concluso l’istruttoria del Piano, che dunque può essere approvato in via definitiva dal consiglio provinciale.

STRATEGIE DEL PAT
Le strategie principali del piano sono sintetizzabili in alcuni punti cardine. Nella tutela delle risorse naturali del Piave e degli altri corsi d’acqua (Boite). Nella attenzione alla sicurezza degli abitati e alla verifica della compatibilità delle previsioni di piano con la sicurezza idraulica del territorio. Nella salvaguardia delle attività agro-silvo-pastorali. Nel recupero e valorizzazione dei centri storici minori, rivitalizzazione degli stessi e revisione della perimetrazione degli attuali centri storici del Prg.
Per quanto riguarda il sistema produttivo, il Piano conferma le previsioni del vigente Prg: in particolare nel Comune sono presenti le due aree produttive artigianali a Perarolo e Caralte, mentre le aree a vocazione industriale sono a Rivalgo (zona per lavorazione inerti) e a Ansogne (area produttiva ormai satura). Il piano prevede inoltre delle nuove linee preferenziali di sviluppo produttivo per una superficie di ampliamento complessivo di 35.000 metri quadri attuabili solo con la stipula di un accordo di programma con la Provincia di Belluno ai sensi dell’art. 35 delle norme tecniche del Ptcp vigente, trattandosi di ampliamento di poli produttivi di salienza comunale non in copianificazione.
Il Piano favorisce le politiche di recupero del patrimonio edilizio esistente e considerato l’andamento demografico modesto del Comune negli ultimi anni il piano non conferma i 53.000 metri cubi del Prg vigente, ma prevede un dimensionamento residenziale attestato a complessivi 29.100 metri cubi circa (di cui 6.000 per nuove linee di sviluppo insediate). I nuovi abitanti teorici del Pat sono quindi 116. Viene favorito anche l’insediamento di nuove aziende agricole per limitare il rimboschimento.
A livello turistico, il Pat valorizza la fruizione del territorio con politiche di aumento della ricettività di piccolo taglio (B&B, albergo diffuso…). E recepisce le tematiche previste dal Ptcp relative alla linea ferroviaria Venezia-Dolomiti e alla Statale 51, guardando al recupero della Sp 42 “Cavallera” e della viabilità minore. Sono previsti percorsi ciclabili e la realizzazione di una stazione di generazione e distribuzione di Hy idrogeno al servizio dell’intero Cadore.

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