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venerdì, Giugno 5, 2020
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Due giorni per salvare l’Acc di Mel. De Carlo: “Chiarezza sul futuro dell’Ideal Standard di Trichiana. Appello al ministro D’Incà”

Torna alta l’emergenza lavoro nella Sinistra Piave bellunese: a riportare sotto i riflettori nazionale i casi degli stabilimenti produttivi di Borgo Valbelluna della Wanbao ACC e dell’Ideal Standard, rispettivamente a Mel e Trichiana, è il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.

“Si sta approfittando del dramma del Coronavirus per far passare come inevitabile un destino tutt’altro che positivo per i due stabilimenti bellunesi. È fondamentale superare le divisioni politiche e le prese di posizione di principio per salvare il lavoro di centinaia di famiglie”, sottolinea De Carlo.
Diretto in questo caso il riferimento all’ACC: “Tutti, dalla politica ai sindacati, si sono stupiti per la mancata nomina di Maurizio Castro a commissario giudiziale. Ora che il Tribunale di Venezia ha concesso il commissariamento straordinario, il Ministero dello Sviluppo Economico non può sbagliare la mossa: ci sono due giorni di tempo per salvare veramente l’ex Zanussi con la nomina di Castro, uomo che conosce la realtà zummellese e che la ha già salvata qualche anno fa. Non fermiamoci alle posizioni politiche, ma si valuti l’esperienza e la conoscenza del settore: solo lui è in grado di dare un segnale di svolta, soprattutto ora che con l’acquisto dell’austriaca Secop da parte della giapponese Nidec sfuma la possibilità di aumentare da giugno la produzione e ci si ritrova con un concorrente fortissimo proprio alle porte di casa”.

Ceramica Dolomite, fondata nel 1965, dal 1999 Ideal Standard

Altro tema bollente è quello dell’Ideal Standard: lo stabilimento di Trichiana sarà l’ultimo del gruppo a riaprire il 29 giugno, mentre in Bulgaria e Repubblica Ceca si apre domani e in Inghilterra il primo giugno. “Non si può usare l’emergenza come scusa per continuare a delocalizzare e per far chiudere l’ex Ceramica Dolomite”, sbotta De Carlo. “Domani in Italia e soprattutto in Veneto il mondo produttivo tornerà pienamente in funzione, con tutte le cautele di sicurezza del caso. Perché aspettare un mese e mezzo per riaprire Trichiana? Forse per spostare la produzione altrove, far pagare agli italiani gli stipendi dei 600 operai con la cassa integrazione e poi chiudere tutto? Non possiamo farci prendere in giro. I ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico diano un segnale e difendano il lavoro e la dignità dei nostri operai: loro crederanno anche nella decrescita felice, ma buttare sulla strada centinaia di famiglie sarebbe una vera tragedia economica e sociale”.

De Carlo lancia quindi un appello a Federico D’Incà, ministro bellunese proprio di Borgo Valbelluna: “Faccia sentire forte al Governo le richieste del nostro territorio: i lavoratori di ACC, i sindacati, la politica e le stesse aziende del settore spingono per la nomina commissariale di Maurizio Castro, mentre ci sono 600 famiglie della “sua” Trichiana che temono per il loro futuro. Si faccia portavoce dei drammi occupazionali del nostro territorio con i suoi colleghi, finora sordi agli appelli dei cittadini”.

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