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venerdì, Giugno 5, 2020
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Covid-19, misure urgenti per i piccoli produttori agricoli, ora! Il documento dell’Ari 

L’Ari, Associazione rurale italiana con sede a Colà di Lazise (Verona), ha preparato un documento di proposte per l’agricoltura contadina, dove auspica l’inserimento nei prossimi decreti di misure concrete per il settore agricolo, per l’emergenza alimentare e per le piccole aziende a conduzione diretta.

Nel primo mese dall’inizio delle misure di quarantena – si legge nella nota –  sono emerse ancora una volta le stesse diseguaglianze e le criticità che vengono sempre alla luce nelle situazioni di emergenza. Da oggi, però, nessuno potrà più dire che i lavoratori “scarsamente qualificati” (braccianti, contadini, cassieri, runner, operai della logistica e delle industrie, addetti alle pulizie…) non siano attori fondamentali del mondo del lavoro e portatori di diritti come tutti gli altri.

In queste settimane – prosegue la nota dell’Ari – abbiamo avuto l’ennesima riprova del peso dominante dell’agroindustria nelle politiche del governo. Salvo rare ma importanti eccezioni, come la riapertura della vendita al dettaglio nel settore vivaistico, l’unica preoccupazione della Ministra Bellanova è stata quella di spianare la strada all’industria agroalimentare e della distribuzione per la loro riorganizzazione, come se fosse l’unico attore degno di nota della filiera del cibo.

Ari e i piccoli produttori italiani, che rappresentano quasi un milione e trecento mila aziende agricole, che non riescono ad accedere ai canali di vendita della GDO, non ci stanno e hanno inviato delle proposte urgenti al Governo.

Riorganizzare, anche con la partecipazione dei produttori stessi la riapertura dei mercati contadini all’aperto su ordini prefettizi, l’immediato versamento a saldo totale dei contributi PAC 2019 e l’accesso diretto dei produttori alle procedure per la richiesta dei contributi 2020, la regolarizzazione di migliaia di invisibili, sono tra le nostre principali richieste. A questo si devono aggiungere misure contro l’indebitamento, dando la priorità, nelle condizioni di vantaggio, alle piccole aziende con esposizioni fino a 50.000 €.

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