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mercoledì, Agosto 12, 2020
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Videoconferenza tecnica in Prefettura sulle nuove norme e le sanzioni

Si è tenuta oggi, in videoconferenza, una riunione tecnica di coordinamento presieduta dal Prefetto, Adriana Cogode, alla quale hanno partecipato i vertici delle Forze di Polizia ed il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco.

Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati i temi relativi all’applicazione delle disposizioni inerenti la sospensione delle attività produttive e commerciali disposta con i recenti provvedimenti governativi e, da ultimo, con il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico in data 25 marzo 2020, che ha aggiornato e modificato l’elenco dei codici ATECO per i quali è consentita la prosecuzione delle produzioni.

E’ stato inoltre affrontato l’esame delle disposizioni contenute nel Decreto Legge 25 marzo 2020, n.19 e, in particolare, quelle relative alle limitazioni agli spostamenti e all’esercizio delle attività commerciali previste dal provvedimento normativo.

Infatti, l’art. 4 del citato Decreto Legge ha apportato sostanziali innovazioni alla precedente disciplina, superando lo strumento punitivo delle violazioni alle disposizioni governative per il contenimento del contagio da Coronavirus, originariamente individuato nell’art. 650 del codice penale, a favore di una differenziazione degli illeciti, divenuti ora in larga parte amministrativi.

In particolare, il legislatore ha operato una distinzione tra le ordinarie violazioni delle misure di contenimento, punite ora non più penalmente ma con sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie (chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni) e la specifica violazione del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus (art. 1, comma 2, lett. e), costituente ancora reato ai sensi dell’art. 260 del Testo Unico delle leggi sanitarie, come modificato dal comma 7 dello stesso art. 4 del citato Decreto Legge.

Alla luce del mutato quadro normativo, il Prefetto, sulla base di quanto emerso nel corso della riunione e delle indicazioni ricevute dal Gabinetto del Ministro dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha diramato una circolare, destinata al Presidente della Provincia, ai Sindaci e alle Forze di Polizia, contenente alcune indicazioni in merito alla corretta applicazione delle disposizioni che prevedono violazioni punite con sanzioni amministrative.

Ecco di seguito i chiarimenti del ministero

1. Competenza ad irrogare la sanzioni
L’art. 4, comma 3, stabilisce la competenza del Prefetto in relazione alla
violazione delle misure di cui all’art. 2, comma 1, adottate con Decreti del presidente del
Consiglio dei Ministri; le sanzioni per le violazioni delle misure di cui all’art. 13, invece,
sono irrogate dalle autorità che le hanno disposte, prevedendo in tal senso una specifica
competenza di Regioni e Comuni.

2. Competenza all’accertamento delle sanzioni
La competenza ad accertare gli illeciti appartiene a tutti i soggetti indicati dall’art. 3
della L. 689/1981, compresi, per la violazione dei provvedimenti provvisori temporanei
delle Regioni o dei Sindaci, gli ulteriori soggetti eventualmente individuati dalle leggi
regionali in materia. Si applicano gli strumenti di accertamento e le procedure previste dalla L. 689/1981 e dalle norme regionali.

3. Sanzioni previste e pagamento in misura ridotta
Il principio generale sotteso alla nuova normativa è quello di prevedere, in tutti i casi
di violazione comportante una sanziona amministrativa, la possibilità per il trasgressore di
avvalersi del pagamento in misura ridotta.
Quando la violazione è commessa senza l’utilizzo di un veicolo (è il caso del pedone
che circola sulla strada o della persona che è all’interno di una stazione ferroviaria, di colui
che è a bordo di un mezzo di trasporto diverso dal veicolo come definito dall’art. 46 del
Codice della Strada) la sanzione pecuniaria prevista (da Euro 400 a Euro 3.000) ammette il
pagamento in misura ridotta (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione) di una
somma pari a euro 400. Si applicano sempre le disposizioni relative al pagamento con
riduzione del 30%, come previsto dall’art. 202, comma 1, del Codice della Strada, quando il
pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale (la
dilatazione del termine di 5 giorni, previsto dall’art. 202 del Codice della Strada, a 30 giorni
è stato introdotto dall’art. 108 del D.L. 18/2020 e fino al 31 maggio p.v.). La somma da
pagare in forma agevolata è di Euro 280.

4. Maggiorazione in caso di utilizzo dei veicoli
L’art. 4, comma 1, ultimo periodo, del D.L. 19/2020 prevede una maggiorazione
delle somme da pagare nel caso in cui la violazione delle misure di contenimento sia
effettuata con l’utilizzo di veicoli. Tale maggiorazione si applica sia nel caso in cui la
persona responsabile dell’illecito sia conducente del veicolo, sia nel caso in cui sia
semplicemente passeggero dello stesso.
In ragione di tale disposizione, se la violazione è commessa con l’uso di un veicolo,
la sanzione da pagare è aumentata fino ad 1/3. Per l’operatore di polizia che accerta la
violazione, tale norma deve essere applicata prevedendo l’aumento di 1/3 in misura fissa
delle sanzioni edittali, non essendo possibile per questi definire, in misura discrezionale,
l’entità della maggiorazione. Pertanto, in tali casi, la sanzione pecuniaria prevista (da Euro
533,33 a Euro 4.000) ammette il pagamento in misura ridotta, secondo le indicazioni di cui
al paragrafo precedente, di una somma pari ad Euro 533,33. Anche in tali ipotesi, trovano
applicazione le disposizioni relative al pagamento con riduzione del 30%. La somma da
pagare in forma agevolata è pari ad Euro 373,34.

5. Sanzioni accessorie
L’art. 4, comma 2, del D.L. in esame prevede che, nei casi di cui all’art. 1, comma 2,
lett. i), m), p), u), v), z) e aa) [disposizioni per lo più riconducibili alla violazione di norme
che dispongono la sospensione di attività, ivi incluse quelle commerciali], alla sanzione
pecuniaria si aggiunga la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o
dell’attività da 5 a 30 giorni.
Al riguardo, si evidenzia che se l’intervenuta depenalizzazione della fattispecie comporta
il venir meno della possibilità di garantire l’immediata effettività della sanzione attraverso lo
strumento del sequestro preventivo, la stessa finalità è assicurata dalla previsione introdotta dall’art. 4, comma 4, del Decreto Legge.
Tale norma stabilisce, infatti, che, all’atto dell’accertamento, l’autorità procedente può
disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio, ove necessario per impedire la
prosecuzione o la reiterazione della violazione, per una durata non superiore a cinque giorni.
Tale periodo di chiusura viene scomputato dalla corrispondente sanzione accessoria
definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione.
L’efficacia afflittiva della sanzione accessoria della chiusura provvisoria è ulteriormente
rafforzata dalla previsione della sua applicazione nella misura massima in caso di
reiterazione della violazione.

6. Procedimento per l’applicazione delle sanzioni pecuniarie
L’accertamento e la contestazione immediata degli illeciti, spetta, come detto in
precedenza, a tutti i soggetti indicati nell’art. 13 della L. 689/1981. Tale attività può essere
esercitata con la redazione e la consegna immediata al trasgressore del relativo verbale di
contestazione. Per la verbalizzazione degli illeciti possono essere utilizzati gli stampati in
dotazione alle Forze di Polizia e alle Polizie Locali, cui dovranno essere apportate, ove
necessarie, modifiche o integrazioni per rendere l’illustrazione della procedura coerente con
le disposizioni sin qui descritte.
Laddove il trasgressore non si avvalga della possibilità di pagare la sanzione in
misura ridotta, lo stesso può presentare scritti difensivi, ai sensi dell’art. 18 L 689/1981,
entro il termine di trenta giorni dalla data di contestazione o notificazione.
L’autorità competente a ricevere il rapporto e gli scritti difensivi è quella cui compete
l’irrogazione della sanzione, da individuarsi in base alle indicazioni di cui al precedente
punto 1.
In questa fase dell’emergenza sanitaria, il procedimento per l’irrogazione delle
sanzioni è peraltro sospeso sino al 15 aprile 2020, ai sensi dell’art. 103 del D.L. 18/2020.
Fino a quella data è parimenti sospeso anche il termine per presentare gli scritti difensivi. La sospensione non si applica invece all’accertamento e verbalizzazione delle violazioni.

7. Modalità di pagamento
Come anticipato in precedenza, il Decreto Legge 19/2020 stabilisce che, per il
pagamento in misura ridotta delle sanzioni amministrative, si faccia riferimento alle norme
dell’art. 202 del Codice della Strada, comprese quelle relative al pagamento in forma
scontata ed a quello effettuato nelle mani dell’agente accertatore, se munito di idoneo
strumento di pagamento. Perciò, il pagamento della sanzione può avvenire alternativamente:
– Presso l’ufficio dal quale dipende l’agente accertatore, in contanti se è presente un
ufficio cassa, ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico;
– A mezzo di versamento in conto corrente postale;
– Se l’amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario.
Tuttavia, qualora l’agente accertatore sia munito di idonea apparecchiatura che
consente di pagare e di accreditare la somma pagata in modo contabilmente compatibile
con la gestione amministrativa degli illeciti in argomento, il trasgressore è ammesso ad
effettuare immediatamente, nelle mani dell’agente accertatore medesimo, il pagamento
mediante strumenti di pagamento elettronico, nella misura agevolata con riduzione del
30%.
Per le violazione accertate dalle Forze di Polizia i cui proventi sono destinati allo
Stato è previsto, come unica modalità di pagamento, il bonifico bancario sul capo XIV
capitolo 3560, “Entrate eventuali e diverse concernenti il Ministero dell’Interno”, PG6
“Altre entrate di carattere straordinario”, con IBANIT12A0100003245350014356006
intestato alla Tesoreria Centrale di Roma. Il trasgressore deve indicare nella causale del
bonifico il numero del verbale di contestazione e la provincia ove è avvenuto
l’accertamento. Inoltre, egli deve essere avvisato che copia dell’avvenuto pagamento
dovrà essere fatta pervenire all’Ufficio da cui dipende l’organo accertatore che ha redatto
il verbale.
Quando destinatario dei proventi è la Regione o il Comune, si applicano le modalità di
pagamento che saranno indicate sul territorio dalla Regione o dai Sigg. Sindaci.
Occorre infine precisare che i termini di pagamento sono attualmente sospesi fino al 3
aprile 2020 (salvo ulteriori proroghe). Il trasgressore che lo desidera, e se ciò è possibile
in funzione dell’operatività dell’Ufficio o Comando cui appartiene l’organo accertatore,
può comunque pagare anche durante tale periodo di sospensione.

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