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venerdì, Giugno 5, 2020
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Il Bitcoin ha raggiunto davvero il minimo storico: colpa del Coronavirus?

Correva l’anno 2009 e il Bitcoin era quel qualcosa in cui tutti, ma proprio tutti, vedevano la speranza di guadagnare qualcosa. E c’è chi in effetti ce l’ha fatta. Ben presto però questa piccola miniera d’oro rappresentata dalla cryptovaluta è diventata “più fumo che arrosto” calando improvvisamente di valore.

Nel corso degli anni c’è stato un “sali e scendi” nel grafico di questa moneta, complicando ancora di più i giochi che i trader (esperti o meno) facevano con essa. C’è chi ancora con fiducia ne ha comprati, chi invece non appena ha potuto li ha rivenduti, anche se magari qualcosa ci ha effettivamente perso.

La verità, sui Bitcoin, così come sul trading in generale è che non bisogna mai sottovalutare il valore del denaro e di qualunque tipo di investimento, sia anch’esso piccolo. Capire qual è il momento giusto per comprare, vendere, ricomprare, cioè di “giocare alla Borsa”, non è facile, mai, nemmeno dopo anni e nemmeno con una preparazione adeguata, figuriamoci per i comuni mortali che sono tutt’altro che broker della finanza.

È un po’, per certi versi, come giocare con i giochi di casinò. A volte si vince ed altre si perde e questo va benissimo, ma bisogna sempre avere la consapevolezza dei propri limiti, del proprio budget e soprattutto è necessario affidarsi a siti seri, come il casino NetBet. Altrimenti si finisce in una situazione nella quale i rischi sono superiori rispetto a quanto si può guadagnare.

Caduta 2020 del Bitcoin

I motivi del saliscendi del Bitcoin in questi dieci anni sono stati diversi. La grande salita iniziale era stata frutto principalmente della novità, ma poi mano a mano che il tempo è passato la cosa ha attratto sempre meno investitori, senza contare che progressivamente sono emerse le falle del sistema di queste cryptovalute.

Ad incidere su questa non sono solo questioni puramente economiche, ma anche sociali, politiche, commerciali. Ecco perché ogni buon broker ha sempre un giornale alla mano per sapere cosa accade nel mondo, in generale, ma soprattutto nei paesi che sotto il punto di vista economico e commerciale “contano”.

Dell’ultima caduta del grafico dei Bitcoin, proprio per questo motivo è stato incolpato il Coronavirus. La pandemia del momento, che sicuramente inciderà sull’economia, secondo qualcuno è responsabile anche dell’ultimo tracollo della moneta. È così?

Coronavirus e Bitcoin: connessi o tutte scuse per giustificare la caduta?

Anche se il valore del Bitcoin è tutto sommato in linea con i livelli più bassi che ha avuto nel corso degli ultimi anni, quello che si è fatto notare in questo caso è il crollo che ha avuto in una sola notte. Da 7.200, infatti, nel giro di ore (ore!) fra il 12 ed il 12 marzo il Bitcoin è passato a 3.200 euro, il punto più basso di questo 2020 (che tutto sommato è comunque appena iniziato). Secondo qualche esperto il crollo è dovuto alle vendite repentine, a seguito della diffusione del virus, di obbligazioni di poco conto, fra cui sono rientrate le cryptovalute.

Dopotutto si è tratta di una pandemia che ha generato una forte incertezza sui mercati tradizionali e, se questo non bastasse, da diversi paesi compresi gli USA è stato dichiarato lo stato d’emergenza. Ecco che quindi in tali condizioni è naturale (è sempre stato così) che la popolazione di ogni fascia ha iniziato a fare cassa. Liberarsi dei Bitcoin è stata la mossa naturalmente di tanti, che hanno preferito investire nell’acquistare beni essenziali. Spiragli di ripresa ci potranno sicuramente essere, comunque, dopotutto la Cina sta uscendo dall’epidemia. Ancora alle prese con il virus, invece, è la Corea del Sud che, va ricordato, è il terzo paese nella classifica di quelli che utilizzano i bitcoin.

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