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Coronavirus. Appello della Cisl alle imprese: “Non licenziate i lavoratori, gli ammortizzatori sociali ci sono”

Cinzia Bonan, segretario generale aggiunto Cisl Belluno-Treviso

“Non licenziate i lavoratori, in queste ore stiamo firmando a livello locale e nazionale numerosi accordi per il sostegno al reddito delle categorie di lavoratori messe più a rischio dall’emergenza coronavirus: somministrati, dipendenti di piccole imprese, aziende di servizi, pubblici esercizi, trasporti, lavoratori e lavoratrici del turismo, del commercio, della ristorazione e delle imprese artigiane”.

È l’appello che Cinzia Bonan, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, rivolge ai datori di lavoro.

“In questi giorni – spiega Bonan – abbiamo ravvisato che alcune microimprese hanno già iniziato a licenziare o a chiedere ai dipendenti di dare le dimissioni, scegliendo in autonomia soluzioni drastiche per fronteggiare il calo del lavoro. A tutti questi piccoli imprenditori chiediamo di avere pazienza per qualche ora, perché proprio ieri, martedì, è stato sottoscritto l’accordo in Regione che dà il via libera alla cassa integrazione in deroga per le imprese con meno di 6 dipendenti. Siamo inoltre in attesa del decreto del Governo che concederà la cassa in deroga anche per i dipendenti delle aziende più grandi che però hanno esaurito o stanno esaurendo la Cig ordinaria e straordinaria, così come importanti misure a favore dei lavoratori stagionali del turismo e che siano previsti congedi specifici per poter assistere i figli a casa da scuola e i parenti bisognosi”.

“Nei giorni scorsi – prosegue Bonan – tutele cruciali sono arrivate anche per i lavoratori delle imprese artigiane, con l’accordo per il sostegno al reddito tramite l’accesso al Fondo di solidarietà bilaterale. Innovativo anche l’accordo che è stato firmato e che estende il Trattamento d’integrazione salariale (Tis) ai lavoratori somministrati per far fronte alla crisi causata dall’emergenza Covid-19. L’intesa garantisce un sostegno al reddito laddove anche le aziende utilizzatrici non dovessero attivare nessun ammortizzatore sociale. Ma non solo: per i lavoratori autonomi c’è l’indennità da 500 euro al mese nelle ‘vecchie’ zone rosse. Si tratta di strumenti specifici che Cgil, Cisl e Uil stanno contrattando con le istituzioni e le associazioni datoriali per mettere in campo risorse economiche per permettere ai lavoratori e alle imprese di limitare i disagi che ci troviamo di fronte. Ai datori di lavoro chiediamo di utilizzare da subito questi ammortizzatori sociali, nell’attesa di ulteriori risorse finanziate da parte del governo nazionale e dell’Europa, ma altresì sollecitiamo di inoltrare le richieste responsabilmente, solo nel caso di effettivo bisogno, per permettere di dare risposte coerenti con l’effettiva urgenza dell’intervento”.

Infine, il richiamo a tutti i lavoratori di rispettare quanto previsto dal DPCM del 9 marzo: spostarsi solo per esigenze di lavoro, motivi di salute e situazioni di necessità, rispettare la regola delle distanze gli uni dagli altri anche nei luoghi di lavoro e lavarsi spesso le mani.

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