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Coronavirus. Una montagna di libri sospende l’incontro con Asli Erdogan. In streaming invece l’incontro con Marco Gombacci

La grande narratrice turca era attesa per la prima presentazione di “La città dal mantello rosso” (Garzanti) sabato 7 marzo 2020. Evento sospeso in adesione alla ordinanza del Ministero della Salute. Si terrà in streaming l’incontro con Marco Gombacci, autore di “Kurdistan. Utopia di un popolo tradito”

Nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti in Veneto in materia di Covid-2019, Una Montagna di Libri, la festa internazionale della letteratura di Cortina d’Ampezzo, rinuncia a malincuore all’incontro pubblico con Asli Erdoğan, grande narratrice turca che ha sfidato i fondamentalismi, attesa sabato 7 marzo a Cortina per la prima presentazione italiana del suo romanzo “La città dal mantello rosso” (Garzanti), in uscita il 5 marzo. Erdogan, che vive in esilio in Germania dopo che nell’agosto 2016 era stata arrestata dalla giustizia turca, non potrà essere a Cortina. “Sono estremamente dispiaciuta, tenevo moltissimo a questo appuntamento. Verrò presto a Cortina, è una promessa”, fa sapere Erdogan.

Ma “la cultura non deve fermarsi”, dicono gli organizzatori di Una Montagna di Libri. Dunque, a parlare dei diritti delle donne, del destino del Kurdistan, dei silenzi e delle omissioni del mondo occidentale, in una speciale trasmissione in diretta streaming sulla pagina Facebook di Una Montagna di Libri, sarà Marco Gombacci, giornalista e autore di “Kurdistan. Utopia di un popolo tradito” (Salerno Editore), che ne parlerà con Francesco Chiamulera.

La diretta è prevista per sabato 7 marzo 2020, alle ore 18.

L’incontro

Marco Gombacci ha fondato «The European Post» e collabora con «Il Giornale». Si è recato nel Kurdistan iracheno durante l’assedio di Mosul nel 2016, in Siria durante la riconquista di Raqqa nel 2017 e la battaglia di Deir Ezzor nel 2018.

In “Kurdistan. Utopia di un popolo tradito” (Salerno Editore) Marco Gombacci racconta il sogno del Kurdistan: un’utopia di uguaglianza che nella Siria del Nord era sembrata possibile e che il popolo curdo non smetterà di inseguire. Dalle guerre russo-turche di fine Ottocento, passando per il Trattato di Sèvres del 1920 fino ad arrivare al voltafaccia di Trump nel 2019, i curdi sono stati continuamente traditi da un Occidente che prima se ne serve e poi li abbandona.

 

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