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martedì, Luglio 14, 2020
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Tavolo verde a Cesiomaggiore: incontro tra agricoltori e mondo venatorio

Continuano gli incontri tra agricoltori e mondo venatorio, promossi dalla Coldiretti, in collaborazione con la Provincia di Belluno. Ieri sera, è stata la volta di Cesiomaggiore, dove è stato affrontato il tema dei danni provocati dalla fauna selvatica.

«Danni che creano un problema non soltanto alle attività agricole, ma anche alla biodiversità del nostro territorio – afferma il consigliere provinciale delegato a Caccia e Pesca -. L’eccessivo numero di ungulati, ad esempio, interferisce con il delicato equilibrio dell’ecosistema e di conseguenza compromette la presenza di altre specie animali e arboree; succede ad esempio nei prati a narciso della zona di Pian Coltura. È per questo che ancora un anno fa abbiamo istituito il “Tavolo verde”, per far dialogare in maniera sempre più stretta e collaborativa il mondo venatorio e le aziende agricole».

L’incontro di Cesiomaggiore, che rappresenta proprio una ulteriore tappa del “Tavolo verde”, ha messo in fila alcune delle problematiche principali riscontrate dagli agricoltori della Valbelluna: la presenza sempre più frequente e numerosa dei cinghiali, che distruggono le colture e e rovinano sensibilmente anche il cotico erboso degli alpeggi; il numero crescente di cervi che sono responsabili dei danni soprattutto ai campi di mais, devastati l’ultimo anno a tal punto da mettere in discussione la prossima produzione della varietà di sponcio.

«Le ultime stime degli uffici provinciali ci dicono che la popolazione di ungulati, cinghiali esclusi, si aggira tra i 33 e i 35mila capi. E le domande di risarcimento da parte degli agricoltori si moltiplicano; nel 2019 abbiamo registrato 135 denunce, di cui 98 da aziende agricole e 37 da privati, per un ammontare complessivo di oltre 220mila euro di danni – continua il consigliere provinciale -. Con questi incontri – il prossimo sarà lunedì a Belluno, nella sede di Coldiretti – intendiamo far crescere la collaborazione tra cacciatori e agricoltori. Abbiamo bisogno che il mondo venatorio metta le sue conoscenze e competenze a disposizione dell’agricoltura di montagna e del territorio, per la tutela delle biodiversità e del fragile equilibrio che rende il nostro patrimonio ambientale unico al mondo. La folta presenza in sala a Cesiomaggiore è significativa non solo di quanto sia sentito il problema, ma anche di quanto i cacciatori siano consapevoli del nuovo ruolo che sono chiamati a svolgere a servizio della società civile».

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