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Gestione delle gare a Vicenza. Olivotto (Confindustria): “La scelta del Comune di Belluno rischia di ripercuotersi su tutto il panorama degli affidamenti pubblici”

Palazzo Doglioni Dalmas sede di Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno, 11 febbraio 2020 – «Se non sono i bellunesi a difendere il proprio territorio e le proprie maestranze non possiamo aspettarci che altri lo facciano per noi». È quanto afferma il Presidente della Sezione Costruttori Edili di Confindustria Belluno Dolomiti, Antonio Olivotto.

Il riferimento è alla decisione del Comune di Belluno di delegare alla Provincia di Vicenza il ruolo di stazione appaltante per tutte le gare di lavori, servizi e forniture di competenza del nostro comune.
Olivotto ricorda come «la provincia di Vicenza si era già occupata delle gare per i lavori di riqualificazione delle periferie, con risultati molto penalizzanti per le nostre imprese, di fatto escluse da ogni invito secondo un’ottica di massima apertura del mercato». «Una scelta che se allora era limitata ad alcune gare e per certi importi – prosegue – e che rischia ora di ripercuotersi su tutto il panorama degli affidamenti pubblici».

Il ritornello – continua il presidente dei Costruttori Edili – che sembra risuonare è: «Massima concorrenza e trasparenza senza nessuna valorizzazione della specificità del territorio». Ma in una provincia chiusa tra la specialità friulana, da un lato, e le province autonome, dall’altro, tutto ciò suona come uno slogan un po’ beffardo. Secondo Olivotto, «se alla Provincia vicentina non si può rimproverare nulla dal punto di vista formale forse dal Comune di Belluno ci si dovrebbe aspettare più impegno a fare sistema per il territorio e quindi se effettivamente “costretto” a dover demandare ad un altro Ente la gestione delle procedure di gare pubbliche cercare almeno di dettare a quest’ultimo delle linee guida nell’ottica della salvaguardia e tutela delle imprese locali».

«Non sappiamo se la scelta locale sia stata focalizzata in un’ottica di risparmio delle risorse; Ma se così fosse, quanti soldi perderanno le nostre imprese e di conseguenza il territorio in generale?», si chiede Olivotto. «In ogni caso – dice ancora il presidente della Sezione Edili di Confindustria Belluno Dolomiti – si tratta delle legittime aspettative di chi paga i servizi locali e le tasse comunali al di là di ogni considerazione tecnica o politica».
Non ultimo, infine, il timore del presidente degli edili per una rincorsa ad aggiudicarsi gare con sconti – a fronte del prevalente uso del massimo ribasso – materialmente insostenibili per chi non conosce il territorio, con risultati penalizzanti per imprese e committenti. Situazioni già viste nel recente passato.

«Negli anni – osserva Olivotto – si è riusciti, con uno sforzo di sistema, a identificare con una legge regionale, forme di valorizzazione delle imprese locali, tramite l’istituzione di albi specifici. Perché non farne uso? Perché non coinvolgere la Provincia o allargare la prospettiva alle altre stazioni appaltanti locali per costruire una soluzione tutta ed esclusivamente solo bellunese?»

Conclude Olivotto: «Anche la recente assemblea di Confindustria e l’inaugurazione della sede della Luiss a Belluno hanno dimostrato che fare squadra è vincente. Il territorio vive se si creano opportunità per le imprese e l’economia locale, per le persone che vivono sul posto, importando esperienze positive e non delocalizzando le proprie competenze. Per questo è utile ricordare che l’edilizia e i servizi in generale non sono secondari a nessuno, perché creano ricchezza sul posto dove sono radicati e operano. La proposta allora, se della provincia di Vicenza non si può fare a meno, è quella di imporre l’utilizzo, l’uso dell’albo degli operatori locali. Nel pieno rispetto delle norme l’obiettivo non è quello di escludere nessuno, ma proprio per questo i primi a non essere esclusi non possono essere le imprese che qui operano e risiedono».

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