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sabato, 29 Febbraio, 2020
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Valerio Cescon riconfermato alla presidenza di Confcooperative Belluno e Treviso

Valerio Cescon

L’assemblea generale Costruttori di bene comune. Imprese efficienti per territori attrattivi, nell’ambito della quale sabato 1 febbraio a Tarzo, Treviso, sono stati eletti i nuovi organi sociali, è stata anche l’occasione per un bilancio dell’attività cooperativa nel Trevigiano e nel Bellunese: il numero di coop cala del 15% (oggi sono 193 con circa 80 mila soci) ma cresce il fatturato complessivo che registra un +15% assestandosi a 1,32 miliardi di euro.

La sfida maggiore per le cooperative oggi è riuscire ad occupare quegli spazi di mercato che altrimenti potrebbero essere conquistati dai competitor, con una conseguente perdita di valore per il territorio. Per vincerla è necessario lavorare su coesione, sviluppo e innovazione, connessione con il contesto in cui si opera.

Confcooperative Belluno e Treviso, organizzazione interprovinciale di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo, nel corso dell’assemblea generale Costruttori di bene comune. Imprese efficienti per territori attrattivi, svoltasi sabato 1 febbraio nell’Auditorium della Banca Prealpi a Tarzo, Treviso, ha rinnovato i propri organi sociali: Valerio Cescon, riconfermato nel ruolo di presidente, affiancato dal Consiglio formato da 23 membri e in parte rinnovato, rimane al timone dell’associazione e ha colto l’occasione per delineare numeri e dinamiche del mondo cooperativo trevigiano e bellunese. L’assemblea ha inoltre rinnovato i 5 componenti dell’Organo di controllo e indicato i delegati dell’Assemblea regionale (33) e quelli dell’Assemblea nazionale (12).

Cescon, esponente del settore vitivinicolo trevigiano, ha inaugurato il secondo mandato con una attenta analisi di quelle che oggi rappresentano le maggiori sfide per il settore cooperativo locale, indicando quali aspetti sia necessario potenziare.
“E’ la coesione tra le cooperative – ha sottolineato – ciò che permette di dare forza all’associazione ed è necessario contare sulle dimensioni quando si va a trattare sui tavoli istituzionali. È un invito alle cooperative più grandi a farsi carico di indirizzare il proprio settore con una visione ampia che permetta una crescita complessiva. Non nascondo che abbiamo cercato, in questo mandato, di favorire il proselitismo: far emergere i campioni positivi che potessero essere di esempio e di traino a favore di tutto il sistema. Il successo delle cooperative del Prosecco può essere emulato anche in altri settori. In questo senso l’associazione deve essere depositaria e trasmettitrice delle buone prassi. Tra le nostre cooperative abbiamo bisogno di campioni del settore, in termini di dimensioni, di risposte ai soci, di visione, di impatto sul territorio. Il loro esempio non potrà che trascinare tutto il movimento”.
Per quanto riguarda invece le piccole e medie cooperative, “Continuerà – ha assicurato il presidente – il nostro sforzo di accompagnarle in un percorso di sviluppo e di innovazione. Per farlo stiamo da tempo investendo nell’offerta di servizi di qualità e in reti di consulenza di alta professionalità”.

Tra le maggiori attività promosse nel quadriennio 2015 – 2019 da Confcooperative Belluno e Treviso spiccano i precorsi di formazione per amministratori e per soci di cooperativa Coltiviamo futuro, i progetti co-finanziati con la Camera di Commercio, Coop in piazza (diventato nel 2019 Scoop!), la ricerca annuale sul comparto agroalimentare (a breve sarà presentata quella del 2019, Le svolte necessarie per restare pinti di riferimento), il progetto didattico di educazione cooperativa School of Coop. Si aggiungono i concorsi indetti per le giovani generazioni, l’implementazione della comunicazione, informative tecniche e seminari.

Il mondo cooperativo trevigiano e bellunese oggi conta 193 realtà (145 nella Marca e 48 nel Bellunese), il 15% in meno rispetto al 2015, e 80 mila soci (dei quali la metà fa capo alle 6 banche di credito cooperativo). Nonostante il calo numerico, dovuto a cessazioni di attività ma anche a fusioni, il fatturato complessivo è in crescita, 1,32 miliardi nel 2019, +15% rispetto al 2015: il settore trainante è quello agricolo, che produce il 77% del fatturato totale (all’interno di esso è il settore vitivinicolo a fare la parte del leone, con una crescita del 90% negli ultimi quattro anni), e a seguire ci sono le 75 coop sociali, con il 18% del fatturato. Anche il numero dei lavoratori è in aumento e oggi si assesta a circa 11 mila (+10% rispetto al 2015): il settore con il maggior numero di addetti è quello sociale, nel quale è impiegato il 65% degli addetti totali.
Merita un’attenzione specifica infine il settore delle banche di credito cooperativo, che comprende 6 istituti, 5 nella Marca Trevigiana e uno nel Bellunese: gli utili negli ultimi quattro anni sono cresciuti del 150%, gli sportelli del 20%.

Confcooperative Belluno e Treviso guarda al comparto nel suo complesso e al futuro del modello cooperativo, Cescon ha pertanto ricordato: “Se c’è un obiettivo che vale in tutti i settori cooperativi, questo è rappresentato dalla necessità di occupare spazi che altrimenti occuperebbero altri nostri competitor con perdita di valore per il territorio. In questi anni abbiamo infatti constatato che il privato (o i grandi gruppi cooperativi) ha occupato spazi di mercato locale che potevano sembrare poco profittevoli pur di mantenere un presidio sui territori, acquisire know-how, generare economie di scala. La nostra sfida per il futuro sarà quella di connettere sempre più le imprese cooperative con i territori e le comunità nelle quali si opera. Per questo sarà importante l’intraprendenza, la coerenza e la comunicazione”.

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