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Giorno della Memoria: il messaggio della Consulta degli studenti

Belluno, 28 gennaio 2020 – Alla cerimonia di ieri in Prefettura, in occasione del Giorno della Memoria, dinanzi alle autorità e gli studenti degli Istituti Ricci e Segato di Belluno, c’è stato anche l’intervento della Consulta degli studenti sul tema dello Shoah, per non dimenticare i fatti avvenuti e fare in modo che la storia non si ripeta.

Ecco il testo proposto da Laura e Giana, in rappresentanza della Consulta degli studenti, scevro da qualsivoglia allusione politica.

Laura:
“E’ nella natura delle cose che ogni azione umana, che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato.”
Giana:
“E’ accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”
Laura: Su una cosa Hanna Arendt e Primo Levi sono assolutamente d’accordo: e lo abbiamo appena sentito: la memoria serve, eccome!
Serve per individuare i colpevoli, identificare gli errori, denunciare i disvalori.
Giana: serve per elaborare i valori di una comunità! Per riconoscere le vittime, amarle, celebrarle, perpetuarle, perché sopravvivano ai carnefici!
Perché ci ricordino in ogni momento che l’uomo può cadere.
Ma come fa a cadere così in basso? Le religioni ci dicono che c’è un demonio che ci trascina giù, lì dove mai dovremmo scivolare. Chi non crede si pone comunque la domanda: ma come può l’uomo?!
Come può spalancarsi questo abisso?!
Laura: certo la Shoah ha la sua specificità, in quanto paradigmatica per la lucida razionalità con cui la macchina di morte ha funzionato, per la scientificità del suo progetto di sterminio: ma l’abisso si è spalancato già troppe volte.
Giana: è accaduto! Quindi potrebbe accadere di nuovo!
Laura: è accaduto più volte, e in più parti del mondo, magari senza tutte le caratteristiche della Shoah, lo stesso lucido desiderio di eliminare i cosiddetti sottouomini, ma… come la mettiamo con i milioni di morti Kulàki e dei gulag sovietici, gli infoibati, il milione di massacrati con il macete del Ruanda in soli 100 giorni, gli stupri etnici, i campi di concentramento nella ex Jugoslavia, il genocidio di 8.400 musulmani in soli 10 giorni a Srebrenica, le teste mozzate dell’ISIS, Boko Aram…
Giana:…i bombardamenti anche con i gas della popolazione civile della mia terra d’origine, la Siria…ma l’elenco sarebbe troppo lungo…
E’ accaduto… quindi potrebbe accadere di nuovo… è accaduto di nuovo! … magari in altre forme o con altre dimensioni … Perché, ancora, qualcuno o qualcosa scoperchia il vaso di Pandora dell’abisso dell’animo umano?!
Laura: per dare un senso alla memoria, per imparare dal passato, nei nostri percorsi noi studenti della Consulta e delle Scuole in Rete abbiamo cercato di analizzare quali elementi e cause hanno caratterizzato i totalitarismi, come quello nazista e comunista, o altri genocidi, come quelli delle guerre nella ex Jugoslavia. Con l’aiuto di Hannah Arendt e altri studiosi abbiamo individuato alcune parole chiave di cui dovremmo avere sempre orrore per non rischiare di scivolare nell’oscurità…vogliamo ricordarne alcune:
Antisemitismo, imperialismo, ipernazionalismo, razzismo, xenofobia, lettura etnica delle crisi, masse amorfe e isolate, che si sentono escluse e tendono a fidarsi più delle aspettative che della realtà.
Giana: propaganda e manipolazione della stessa realtà, irrigimentazione, violenza e assuefazione alla violenza, delega al capo, profeta infallibile del “volk”, del “narod”, di un popolo astratto, e poi… sindrome della macchinazione, complottismo…
Laura: demonizzazione e disumanizzazione dell’avversario, capro espiatorio di tutti i problemi e delle difficoltà… lenta, ma progressiva distruzione delle garanzie legislative e costituzionali, forzatura delle leggi secondo le esigenze contingenti del potere, corruzione e illegalità.
Giana:
Il giorno della memoria è una giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto e deve servire a non permettere che l’oblio cada sulla sofferenza inaudita che alcuni nostri simili hanno dovuto subire per colpa di altri simili, né permettere che questo dolore possa diventare un pretesto per rimanere prigionieri del passato. Lo scopo della giornata della memoria dovrebbe essere quello di orientarci al futuro, non di tenerci ancorati al passato. Deve essere in qualche modo anche una giornata del perdono e della riconciliazione, una giornata che ci permette di imboccare una nuova strada: una strada che, senza farci chiudere gli occhi sui mali del passato, rompa le catene dell’odio, del rancore e della paura, perché non può esserci libertà nell’odio e nella vendetta.

Laura
Noi studenti/giovani ereditiamo le sofferenze, le atrocità dei nostri padri, ma anche le speranze e la voglia di costruire, dopo tanto dolore, un futuro migliore fatto di coesione, concordia, pace e sviluppo, in nome di tutte le vittime dell’insensatezza umana.
Vorremmo che, oggi, uscendo da qui, fossimo tutti noi mossi dal desiderio di realizzare pienamente gli ideali che nel 1945 avevano spinto le nazioni a dichiarare “la fede nei diritti fondamentale dell’uomo, nella dignità umana, nell’uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne”.
Più che mai, oggi, sulle nostre spalle giace un importante compito, l’impegno per evitare gli errori già commessi, la scelta di una prospettiva di pace.

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