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Calalzo di Cadore, Bonus bebè e sistemazione strutture sportive. De Carlo: “Erogati quasi 30mila euro di contributi per contrastare lo spopolamento”

Luca De Carlo, deputato e sindaco di Calalzo di Cadore

“Nuovi nati e impianti sportivi: anche così vogliamo combattere lo spopolamento”. E’ questo lo spirito del sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, che con la sua giunta comunale ha deliberato nei giorni scorsi il Bonus bebè per i nuovi nati nel 2019 e un rimborso per i lavori di sistemazione al campo sportivo, per una somma che sfiora i 30mila euro.

4.640 euro saranno destinati al Bonus bebè 2019: “Lo assegneremo ai 16 nuovi nati nello scorso anno che risiedono nel territorio comunale”, spiega il sindaco, Luca De Carlo. “Ad ogni famiglia, consegniamo un contributo di 290 euro, utile per le prime spese necessarie per accogliere in famiglia il piccolo nuovo arrivato”.

Più sostanzioso, 24mila euro, il contributo concesso alla società sportiva FC Cadore 1919 per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria al magazzino e ai bagni dell’impianto sportivo comunale “Agostino Lozza”, in concessione alla società sportiva fino al 2025: “Quest’estate sono state rilevate diverse infiltrazioni d’acqua nei locali del magazzino e dei bagni”, spiega De Carlo “e, dopo il sopralluogo dei nostri tecnici, si è deciso di intervenire per una questione igienica, di sicurezza e di conservazione degli immobili”.
I lavori saranno eseguiti dal FC Cadore 1919 e rimborsati dal Comune di Calalzo di Cadore dietro presentazione di documentazione giustificativa.

“Se vogliamo mantenere la gente in montagna, bisogna offrire loro opportunità e servizi”, conclude De Carlo. “Come piccolo comune, pensiamo che dare un sostegno alle famiglie in occasione di una nascita e mantenere attivo e funzionale un impianto sportivo siano due strumenti utili per trattenere i più giovani in montagna: se non offriamo opportunità di svago, di ritrovo, di socializzazione e se non aiutiamo le giovani coppie ad affrontare i costi di una nuova famiglia, decisamente più alti in montagna rispetto alla pianura, allora l’abbandono delle nostre vallate sarà inevitabile”.

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